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118, la Centrale Unica è morta

118, la Centrale Unica è morta: da lunedì si torna al passato. Milioni di euro dei cittadini letteralmente buttati

La separazione è ufficiale: cablaggi divisi e uffici su due piani

Altro che Centrale Unica: da lunedì in Abruzzo siamo ufficialmente tornati al punto di partenza. Due centrali operative, due sistemi separati, due strutture distinte. Quella a cui stiamo assistendo è l’ennesima buffonata politica consumata sulla pelle (e con i soldi) dei cittadini.

Non parlo per indiscrezioni, ma per fatti concreti che chiunque può verificare nella palazzina della Saga presso l’Aeroporto d’Abruzzo: il sistema di cablaggio delle linee telefoniche è stato fisicamente diviso. Le postazioni sono state separate su due piani distinti: al piano terra la centrale operativa di Chieti (che paradossalmente si trova in territorio pescarese) e al primo piano quella di Pescara.

Milioni di euro per una “casa comune” già finita

È come assistere alla separazione di una coppia dopo aver speso milioni per una casa comune. Solo che qui parliamo di soldi pubblici. I cittadini hanno pagato l’affitto ventennale della palazzina (oltre 1,6 milioni di euro), hanno pagato i traslochi e gli allestimenti.

In queste ore assistiamo a scene surreali, con discussioni su come dividere monitor e materiali tra un piano e l’altro. Un fallimento politico conclamato: non solo non c’è stato l’accorpamento, ma oggi spendiamo altri soldi per dividere ciò che non si è mai stati capaci di unire.

«La verità è che la cosiddetta centrale unica è stata una costruzione politica senza fondamenta. Oggi quelle fondamenta sono crollate definitivamente. Si è costruita una scatola, la si è riempita di proclami, e oggi la si svuota dividendo perfino i cablaggi».

Un fallimento che ha un nome e un cognome

La responsabilità politica di questo disastro è chiara: l’Assessore alla Salute, Nicoletta Verì. È lei che ha rivendicato queste scelte, è lei che ha difeso un modello che oggi si sgretola nei fatti. Non è un problema tecnico, è un errore politico macroscopico che certifica l’assenza totale di una visione organizzativa.

Promessa della Giunta Realtà dei fatti (da lunedì) Impatto sui cittadini
Unificazione e risparmio Due centrali separate (piani diversi) Duplicazione dei costi gestionali
Ottimizzazione risorse Cablaggio diviso fisicamente Confusione organizzativa
Centrale Unica “a regime” Ritorno al modello pre-2023 Spreco di 1,6 mln € di affitto

L’Abruzzo merita serietà, non slogan

Un servizio delicato come il 118, che gestisce le emergenze e la vita delle persone, merita programmazione e stabilità, non continui cambi di rotta, spostamenti e ri-allestimenti. Chi governa non può più nascondersi dietro slogan o carte bollate: la realtà è che abbiamo due centrali, più spese, più confusione e zero assunzioni di responsabilità.

«A pagare sono sempre gli stessi: i cittadini abruzzesi, che finanziano con le proprie tasse decisioni incoerenti e costose. Non smetterò di denunciare questo scempio finché non ci sarà chiarezza su ogni centesimo sprecato in questa operazione».