Aeroporto d’Abruzzo: 19 milioni di euro non bastano se manca una visione di sistema
Negli ultimi giorni la propaganda di centrodestra sta sbandierando i dati sui passeggeri dell’aeroporto di Pescara come un successo politico senza precedenti. Ma per onestà intellettuale e per rispetto dei cittadini, dobbiamo guardare oltre la superficie dei numeri e chiederci quanto ci costa realmente questo risultato e, soprattutto, a cosa serve nel lungo periodo.
Non si tratta di un banale dettaglio contabile, ma della capacità di distinguere tra un investimento strategico e un costo a fondo perduto.
Il peso delle risorse pubbliche
La Regione Abruzzo ha stanziato quasi 19 milioni di euro in tre anni per la Saga. Parliamo di:
- 4,3 milioni per il funzionamento tra il 2025 e il 2027.
- 5 milioni per la continuità delle attività.
- 1,8 milioni per la sicurezza e le emergenze.
- Integrazioni ulteriori che portano il totale vicino alla soglia dei 20 milioni.
È evidente che, quando si immettono risorse pubbliche di questa portata, una crescita dei passeggeri non è un risultato sorprendente: è un effetto ampiamente prevedibile. La vera sfida non è comprare i passeggeri, ma generare uno sviluppo che cammini sulle proprie gambe.
Un’autonomia limitata
Oggi lo scalo di Pescara ha un livello di autonomia estremamente ridotto. Non siamo noi a decidere le rotte, le destinazioni o gli orari; subiamo passivamente le scelte dei vettori commerciali, che definiscono le sorti del nostro scalo in base ai propri interessi.
Mentre Marsilio parla di “hub”, la realtà ci dice che siamo una infrastruttura che non governa i flussi e non costruisce una propria strategia. La domanda che dobbiamo porci è: questi passeggeri sono turisti che arrivano per investire nel nostro territorio o sono abruzzesi costretti a partire?. E se sono turisti, cosa trovano una volta atterrati? I collegamenti sono adeguati? Il sistema di accoglienza è all’altezza del nostro patrimonio naturalistico e gastronomico?.
Verso un atto di trasparenza
Non possiamo permettere che i numeri restino dati isolati senza trasformarsi in un progetto concreto. Per questo chiedo un atto di trasparenza istituzionale: il Presidente Marsilio venga in aula a chiarire, insieme al management della Saga, quale strategia intende perseguire nel triennio 2025-2027.
Dobbiamo sapere:
- Quali rotte si intendono consolidare.
- Quale politica commerciale si vuole adottare.
- Quale modello di crescita si vuole costruire per l’Abruzzo.
La politica ha il dovere di trasformare questi fondi in una visione credibile, non in una semplice boccata d’ossigeno per una società di gestione. Senza una strategia, stiamo solo rimandando i problemi, pagando il conto con i soldi di tutti.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee