Automotive in Abruzzo: la destra boccia il futuro della nostra industria

Mentre la filiera dell’auto attraversa una crisi senza precedenti e migliaia di posti di lavoro restano in bilico, la maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo sceglie l’immobilismo. In terza Commissione è stata bocciata la mia mozione che impegnava la Giunta su misure concrete e urgenti per l’automotive: una decisione grave e incomprensibile, che certifica l’assenza totale di una strategia politica per quello che è il vero pilastro del nostro sistema economico.
I numeri di un settore che la Giunta ignora
Non stiamo parlando di un comparto marginale, ma della linfa vitale della nostra regione. L’automotive in Abruzzo rappresenta:
- Il 50% dell’export regionale;
- 7 miliardi di euro di fatturato annuo;
- 23.000 addetti e migliaia di famiglie che dipendono direttamente da questa filiera.
Oggi questo patrimonio è sotto attacco. Il calo degli ordinativi, una transizione industriale gestita con approssimazione e il progressivo disimpegno di Stellantis stanno mettendo in ginocchio il territorio. Di fronte a un calo produttivo nazionale del 31,7% e alla cassa integrazione che morde lo stabilimento di Atessa, la destra preferisce voltarsi dall’altra parte.
Il piano d’azione che è stato respinto
La mia mozione non era un semplice documento di facciata, ma un piano d’azione chiaro e articolato su punti precisi:
- Confronto serrato con Stellantis: ottenere impegni certi per Atessa e l’indotto.
- Pressione sul Governo Centrale: spostare il tavolo nazionale dell’automotive presso la Presidenza del Consiglio.
- Vincoli sui fondi pubblici: i finanziamenti devono essere condizionati alla tutela dei posti di lavoro stabili.
- Nuovi player: favorire l’arrivo di un secondo costruttore in Italia per rompere il monopolio e attrarre investimenti.
- Sostegno al reddito: strumenti immediati per i lavoratori colpiti dalla crisi.
Un immobilismo che pagano le famiglie
Cosa stanno aspettando Marsilio e i suoi? Mentre l’Abruzzo perde centralità, la concorrenza internazionale — dalla Polonia ad altri distretti europei — avanza e attrae investimenti. Abbiamo atteso nove mesi perché questa mozione arrivasse in discussione, solo per sentirci dire di “no” senza che venisse proposta una sola alternativa valida. Quanta incertezza devono ancora sopportare i lavoratori abruzzesi prima che questa Giunta si svegli dal suo letargo?
La nostra battaglia non si ferma
Dicono di no alle nostre proposte, ma non hanno un piano B. Come Movimento 5 Stelle, e come vostro portavoce, non smetterò di portare la voce della Val di Sangro e di tutto l’indotto nelle sedi istituzionali. Difendere l’automotive significa difendere il diritto dell’Abruzzo a un futuro industriale, moderno e competitivo.
Non lasceremo soli i lavoratori e le imprese che chiedono solo dignità e una Regione capace di proteggere il proprio tessuto produttivo.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee