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Ambulanze fuori norma: la sicurezza del soccorso in Abruzzo non può essere un terno al lotto

Ambulanze fuori norma: la sicurezza del soccorso in Abruzzo non può essere un terno al lotto

La sicurezza dei cittadini e degli operatori sanitari non è un tema su cui si può trattare. Eppure, quello che è emerso dal mio ultimo lavoro di accesso agli atti presso tutte le ASL abruzzesi delinea un quadro che definire allarmante è poco.

Non parlo per sentito dire: abbiamo analizzato documenti ufficiali, incrociato chilometraggi e verificato l’anzianità dei mezzi. La fotografia che ne è uscita racconta di un servizio 118 che, in molte zone della nostra regione, viaggia letteralmente oltre ogni limite di sicurezza consentito.

Il caso limite: 1,2 milioni di chilometri

Il Disciplinare regionale parla chiaro: un’ambulanza non dovrebbe superare gli 8 anni di vita o i 300.000 km di percorrenza. Nonostante queste regole, a Sulmona abbiamo trovato un mezzo che ha superato la soglia incredibile di 1,2 milioni di chilometri e ha ben 17 anni di servizio.

È inaccettabile che un veicolo in queste condizioni sia ancora operativo. Anche se classificato “di riserva”, rimane un potenziale pericolo per i pazienti in codice rosso e per il personale che deve prestare soccorso in territori complessi e montuosi come i nostri.

Uno spreco di risorse pubbliche

Oltre al rischio per la vita umana, c’è un enorme problema di gestione economica. Per tenere in vita questi “rottami meccanici”, le ASL spendono migliaia di euro in manutenzioni continue. Si tratta di un accanimento terapeutico su mezzi obsoleti che drena risorse pubbliche senza garantire alcuna affidabilità. È una gestione miope che non guarda al futuro e che ricade interamente sulle tasche dei contribuenti.

Il “Modello Pescara” come via d’uscita

Esiste però una prova che cambiare è possibile. La ASL di Pescara ha adottato il modello del noleggio a lungo termine, garantendo una flotta sempre nuova, efficiente e con costi di manutenzione certi e ridotti.

Perché questa soluzione non viene estesa a tutto l’Abruzzo? Non è tollerabile che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B a seconda della provincia in cui hanno bisogno di soccorso.

La mia proposta: visione e standardizzazione

Con la mia interpellanza non chiedo solo di sostituire qualche mezzo, ma pretendo un cambio di rotta totale dalla Giunta Marsilio:

  • Standardizzazione delle flotte: mezzi e dotazioni uniformi in tutta la regione.
  • Integrazione informatica: sistemi che dialogano tra loro per un soccorso più rapido.
  • Sicurezza garantita: rispetto immediato dei limiti di anzianità dei veicoli.

La vetustà dei mezzi è il simbolo di una politica che finora è mancata. È il momento di trasformare questa criticità in un’occasione per modernizzare davvero il nostro sistema di emergenza-urgenza.