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L’appetito vien tagliando

ALTRO CHE INVESTIMENTI, AL RENZETTI SI TAGLIANO POSTI LETTO E SI VIOLANO LE REGOLE. VERÌ E COSENZA INTERVENGANO
L’ASL02 e il Direttore Generale Mauro Palmieri ci raccontano oggi di una strategia di potenziamento per l’ospedale Renzetti di Lanciano, citando lavori al Pronto Soccorso e scelte organizzative definite come “compensazioni”. Ma la realtà dei fatti – quella scritta nero su bianco negli atti aziendali – racconta ben altro: dal 7 luglio i posti letto di Stroke Unit a Lanciano passano da 4 a 2, mentre Chieti li aumenta. Non una rimodulazione, ma un declassamento secco delle cure tempo-dipendenti, in totale contraddizione con la rete ospedaliera approvata nel dicembre 2023. Altro che investimenti: siamo di fronte all’ennesimo scippo strutturale, eseguito in silenzio e con precisione chirurgica, a danno del presidio frentano.
Palmieri parla di “nessuna penalizzazione” e di equilibrio nei ricoveri, ma i numeri parlano chiaro: nella rete ospedaliera vigente erano previsti 23 posti letto di Neurologia a Lanciano, oggi ridotti a 16. Siamo davanti a un progressivo svuotamento dell’identità ospedaliera del Renzetti, avallato da una strategia aziendale che affonda le sue radici nel passato.
Già nel 2024 quando ancora alla guida della ASL c’era l’ex Direttore Schael, fu redatto un documento interno, scritto in camera caritatis, che tracciava in modo inequivocabile la direzione: rafforzare Chieti e ridimensionare Lanciano, destinando quest’ultimo a funzioni ambulatoriali e depotenziate. Quel documento, mai approvato formalmente, viene oggi incredibilmente attuato sotto la nuova Direzione strategica, segno evidente che la linea politica è rimasta immutata, con il benestare della Regione.
Quanto ai lavori annunciati al Pronto Soccorso, si tratta di interventi attesi da 15 anni, già finanziati e più volte rinviati, che servono soltanto a correggere errori progettuali della precedente legislatura, frutto della stessa maggioranza che oggi cerca di intestarseli come “nuovi investimenti”. Nessuna innovazione, nessun potenziamento: intanto UTIC e Rianimazione attendono ancora da anni la ristrutturazione, ma mancano le risorse e la volontà politica.
Particolarmente grave è il metodo con cui la ASL procede: Gli atti aziendali come quello del 1° luglio  sono in evidente contrasto con la rete ospedaliera vigente, approvata dalla Giunta nel dicembre 2023, e non sono stati approvati dal Dipartimento Salute, che ha già respinto in passato atti simili. È per questo che la Direzione strategica, consapevole della loro illegittimità, procede in modo surrettizio con atti interni, eludendo ogni confronto istituzionale, ogni valutazione tecnica e ogni forma di trasparenza amministrativa. Una modalità tanto scorretta quanto pericolosa, che mina le fondamenta della programmazione sanitaria regionale.
Questi atti interni, che modificano l’assetto ospedaliero senza i necessari passaggi istituzionali, costituiscono un vero e proprio commissariamento di fatto dell’Assessore alla Salute Nicoletta Verì e del Direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale Pierluigi Cosenza, che avrebbero il dovere immediato di intervenire per stroncare simili condotte e garantire l’applicazione puntuale della rete ospedaliera approvata. Se non lo faranno, sarà chiaro che anche loro sono parte attiva e silenziosa di questo disegno di destrutturazione della sanità pubblica, e in particolare del Renzetti.
Il contesto è chiaro. L’Abruzzo deve individuare un DEA di II livello tra Chieti e Pescara, come richiesto dal tavolo nazionale di monitoraggio. La scelta è ricaduta su Pescara. Il Santissima Annunziata di Chieti è ospedale universitario, quindi intoccabile. Vasto è presidio di confine.
Il Renzetti di Lanciano diventa la “vittima designata”».