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Liste d’attesa: doveva aspettare fino al 2029, ha fatto l’esame in una settimana

Liste d’attesa: doveva aspettare fino al 2029, ha fatto l’esame in una settimana. Vi spiego come abbiamo fatto

Vi ricordate il caso scandaloso della cittadina abruzzese che, per un semplice eco-color-doppler dei tronchi sovraortici prenotato il 28 maggio, si era vista fissare l’appuntamento dalla ASL di Teramo al 27 agosto 2029?

Oggi, insieme a Erika Alessandrini, posso finalmente raccontarvi una buona notizia che smonta la propaganda della Giunta Marsilio e dimostra una cosa fondamentale: conoscere i propri diritti e farli valere può cambiare concretamente le cose.

Quella stessa signora ha eseguito la sua prestazione venerdì scorso, 5 giugno 2026. Non nel 2029, ma dopo appena sette giorni dalla prenotazione. Questo miracolo burocratico ha un nome chiaro: si chiama attivazione dei propri diritti, ed è stato possibile grazie al reclamo formale che le abbiamo suggerito di presentare attraverso la nostra campagna “La salute non può attendere”.

Una data del CUP non è una condanna

Prima abbiamo denunciato pubblicamente questo paradosso per mostrare la distanza abissale tra i comunicati trionfali dell’assessore Verì e la realtà vissuta dagli abruzzesi nelle corsie. Poi, siamo passati ai fatti. La cittadina, invece di rassegnarsi o di essere costretta a pagare privatamente l’esame, ha deciso di non arrendersi e ha seguito le nostre indicazioni.

Il messaggio che voglio lanciare a tutti gli abruzzesi è semplice: una data assegnata dal CUP non diventa accettabile o intoccabile solo perché è stampata su un foglio di carta. Quando i tempi indicati dalla classe di priorità della vostra ricetta medica non vengono rispettati, avete il diritto sacrosanto di contestare formalmente quella prenotazione e pretendere una soluzione alternativa immediata.

Come funziona la campagna “La salute non può attendere”

La nostra iniziativa non nasce per fare semplice opposizione, ma per offrire uno strumento di difesa immediato e gratuito ai cittadini. Mettiamo a disposizione moduli, istruzioni e assistenza legale per segnalare appuntamenti fuori tempo massimo, prestazioni negate o agende surrettiziamente “chiuse”.

La procedura normativa che attiviamo costringe la ASL a garantire la visita o l’esame diagnostico in tempi brevi seguendo tre strade:

  1. Lo spostamento in un’altra struttura pubblica idonea;
  2. L’inserimento presso una struttura privata accreditata;
  3. Nei casi previsti, l’accesso all’attività intramoenia (la libera professione interna dei medici) senza pagare un euro di tasca propria, se non il costo del normale ticket.

Decine di abruzzesi hanno già utilizzato i nostri moduli e, esattamente come questa signora, hanno ottenuto l’esame in pochissimi giorni. Noi non promettiamo miracoli e non ci sostituiamo al sistema sanitario: semplicemente costringiamo la Regione a rispettare le sue stesse leggi.

Il nodo politico resta: la sanità non deve funzionare a reclami

Sia chiaro, l’esito positivo di questa vicenda ci riempie di soddisfazione, ma il problema politico di fondo resta gravissimo. Non dovrebbe essere necessario presentare un esposto o un reclamo formale per vedere garantito un esame urgente. È compito della Regione Abruzzo organizzare una rete sanitaria capace di assicurare cure tempestive a tutti, senza costringere le persone a fare battaglie legali per una diagnosi.

Finché la maggior di centrodestra non sarà in grado di garantire questo livello minimo di civiltà, noi non lasceremo soli i cittadini.

Se anche voi avete ricevuto dal CUP una data incompatibile con la priorità della vostra prescrizione, o se vi è stato detto che le liste sono bloccate, non cancellate la prenotazione e non correte a pagare nel privato. Conservate i documenti e contattateci. Sul portale ufficiale del Movimento 5 Stelle Abruzzo abbiamo predisposto una sezione dedicata dove scaricare i moduli e ricevere supporto, oppure potete chiamarci direttamente per essere guidati passo dopo passo.

La salute è un diritto costituzionale, non un favore concesso dalla politica. Noi siamo qui per aiutarvi a difenderlo.