Marsilio festeggia un “risanamento” mai fatto: la propaganda non cancella le tasse e i disservizi che pesano sugli abruzzesi
In questi giorni la Giunta Marsilio sta tentando in tutti i modi di intestarsi un presunto “miracolo economico” sui conti della Regione Abruzzo. Si celebrano conferenze stampa e si sventolano numeri come vittorie politiche. La realtà, però, è molto diversa ed è bene raccontarla per quello che è: un’operazione di pura propaganda istituzionale.
Il passaggio da un disavanzo a un avanzo disponibile di oltre 78 milioni nel Rendiconto 2025 non è merito del buon governo del centrodestra, ma di una norma approvata dal Parlamento. Una legge nazionale ha modificato le regole contabili per le Regioni, consentendo di non accantonare più il Fondo anticipazioni di liquidità.
Questo cambio normativo ha “liberato” sulla carta quasi 163 milioni di euro per l’Abruzzo. Senza questo intervento deciso a Roma, il cosiddetto “prodigio” della Giunta Marsilio semplicemente non esisterebbe.
Le cifre cambiano sulla carta, ma le famiglie abruzzesi pagano di più
Appropriarsi dei meriti di una decisione nazionale è offensivo nei confronti dei cittadini. I conti si aggiustano nei registri contabili, ma la vita quotidiana delle persone non è affatto migliorata.
Per coprire il pesante disavanzo della sanità regionale sono serviti oltre 113 milioni di euro, recuperati direttamente dalle tasche degli abruzzesi attraverso l’aumento dell’addizionale IRPEF e altre manovre fiscali. In termini molto semplici: il fallimento della gestione sanitaria della destra è stato pagato a caro prezzo dai contribuenti.
E qual è il risultato per chi paga queste tasse?
- Sanità allo stremo: liste d’attesa infinite, Pronto Soccorso al collasso e famiglie costrette a rinunciare alle cure o a pagare di tasca propria nel privato.
- Welfare e servizi al minimo: risposte insufficienti per anziani, persone con disabilità e famiglie in difficoltà.
- Infrastrutture e trasporti in sofferenza: Comuni lasciati in attesa di risorse, aree industriali prive di manutenzione e un trasporto pubblico che continua a mostrare carenze profonde.
Un bilancio reale fatto di debiti triplicati e fornitori in attesa
Dietro i toni trionfalistici della maggioranza restano numeri reali che non si possono nascondere sotto il tappeto:
- Debiti verso i fornitori triplicati: in un solo anno si è passati da circa 80 milioni ad oltre 245 milioni di euro.
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Massa debitoria complessiva: supera i 3,4 miliardi di euro, con un patrimonio netto che rimane negativo per quasi 180 milioni.
- Contenzioso sanitario privo di coperture adeguate: a fronte di circa 500 milioni di euro di contenzioso pendente, sono stati accantonati appena 2 milioni di euro in caso di soccombenza.
- Pignoramenti e crediti: si registrano 3,65 milioni di pignoramenti presso il tesoriere e oltre 3 miliardi di crediti ancora da riscuotere.
Una Regione davvero risanata non accumula miliardi di debiti, non ritarda i pagamenti alle imprese che lavorano per il territorio e, soprattutto, non aumenta la pressione fiscale sui cittadini per coprire i buchi della propria amministrazione.
La realtà non si cambia con una conferenza stampa
Insieme alla collega Erika Alessandrini lo ribadiamo con forza: per sette anni il centrodestra ha usato i problemi di bilancio come alibi per giustificare tagli e ritardi; oggi prova a prendersi il merito di una legge nazionale per nascondere i propri fallimenti.
I cittadini non giudicano la politica dai comunicati o dai giochi di prestigio contabili, ma sulla propria pelle ogni volta che prenotano una visita medica, salgono su un autobus o pagano le tasse regionali. Ed è su questa realtà quotidiana che la Giunta Marsilio continuerà ad essere chiamata a rispondere.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee