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“La salute non può attendere” esce dalla rete: portiamo i diritti dei cittadini davanti agli ospedali

“La salute non può attendere” esce dalla rete: portiamo i diritti dei cittadini davanti agli ospedali

La nostra battaglia contro la vergogna delle liste d’attesa in Abruzzo fa un passo in avanti decisivo. Da oggi la campagna “La salute non può attendere” esce dal web e arriva fisicamente dove i cittadini affrontano ogni giorno i disservizi della sanità pubblica: davanti ai Centri Unici di Prenotazione (CUP) degli ospedali abruzzesi.

Siamo partiti questa mattina da Pescara, per poi toccare Teramo (venerdì 26 giugno), Chieti (venerdì 3 luglio) e L’Aquila (martedì 7 luglio). Ma questo è solo l’inizio di un tour che toccherà progressivamente i presidi ospedalieri e i distretti sanitari di tutta la regione. I nostri banchetti saranno veri e propri info-point dove chiunque potrà ricevere gratuitamente informazioni, materiale e moduli per presentare un formale reclamo quando i tempi del CUP calpestano le priorità mediche.

Perché andiamo fisicamente davanti ai CUP?

L’iniziativa è partita online lo scorso dicembre sul sito del Movimento 5 Stelle Abruzzo. La valanga di richieste e segnalazioni ricevute ci ha spinto a fare un passo in più: dobbiamo raggiungere chi ha meno accesso agli strumenti digitali, come gli anziani e le fasce più fragili della popolazione, che spesso rimangono intrappolati nel labirinto della burocrazia.

Insieme a Erika Alessandrini lo stiamo ripetendo in ogni occasione: rimettere al centro le persone significa dare loro gli strumenti per difendersi. Pochi giorni fa vi ho raccontato il caso di una signora a cui era stato fissato un esame a tre anni di distanza; compilando il nostro modulo di reclamo, è stata richiamata dalla ASL e ha eseguito la prestazione in una settimana. Questo dimostra che muoversi nelle regole funziona.

Il silenzio del sistema sanitario regionale

Sia chiara una cosa: noi non offriamo scorciatoie o escamotage per saltare la fila. Diffondiamo semplicemente una procedura prevista dalla normativa vigente, il cosiddetto “percorso di tutela”. Il vero problema è che la Regione Abruzzo e le ASL tengono questo strumento ben nascosto.

Il personale dei CUP non viene formato per consigliarlo e le informazioni sui siti istituzionali o nelle bacheche degli ospedali sono praticamente invisibili. A confermarlo sono i numeri forniti dallo stesso Assessorato alla Sanità: a fronte di oltre 1 milione e 615 mila prestazioni erogate dalle ASL abruzzesi nel 2025, in quasi due anni sono stati attivati appena 1.809 percorsi di tutela. Una goccia nel mare che dimostra chiaramente come questo diritto venga negato nei fatti non informando gli utenti.

La politica come servizio, contro la propaganda della destra

Mentre il centrodestra continua a riempire i giornali di comunicati autocelebrativi, raccontando una sanità finta che esiste solo nella loro narrazione, la realtà dopo otto anni di governo Marsilio è sotto gli occhi di tutti: ospedali in sofferenza, liste bloccate e un servizio pubblico oggettivamente peggiorato.

La politica deve tornare a essere prima di tutto un servizio per la comunità. Se la Regione non informa i cittadini sui loro diritti, lo facciamo noi, scendendo in piazza e davanti alle corsie degli ospedali. Non lasceremo soli gli abruzzesi: difendere la salute pubblica non significa fare promesse, ma costringere il sistema a rispettare le persone. Venite a trovarci ai nostri banchetti, facciamo valere insieme il diritto alla cura.