Home | Pensieri | Prenoti nel 2026, ti curi nel 2029: ecco la sanità reale che Marsilio prova a nascondere

Prenoti nel 2026, ti curi nel 2029: ecco la sanità reale che Marsilio prova a nascondere

Prenoti nel 2026, ti curi nel 2029: ecco la sanità reale che Marsilio prova a nascondere

C’è un foglio del CUP che, da solo, cancella in un secondo anni di slide, conferenze stampa e vuota propaganda della Giunta Marsilio. È la prenotazione di una cittadina abruzzese che il 28 maggio 2026 ha richiesto un semplice esame diagnostico (un’eco-color-doppler dei tronchi sovraortici) presso la ASL di Teramo. La risposta dell’operatore? Appuntamento fissato al 27 agosto 2029.

Tre anni e tre mesi di attesa. Avete letto bene: quaranta mesi per un esame che può salvare una vita.

Mentre io ed Erika Alessandrini raccogliamo denunce di questo tipo, il centrodestra festeggia sui giornali presunti “miracoli” e miglioramenti sulle liste d’attesa. Davanti a una realtà così drammatica, ogni loro parola di soddisfazione diventa semplicemente inaccettabile. Questa non è amministrazione: è mistificazione della realtà.

La vita vera non è un report ministeriale

In questi giorni il centrodestra abruzzese ha costruito l’ennesima passerella politica partendo dall’ultimo report Agenas, provando a trasformare qualche parziale variazione percentuale in un successo epocale. Ma la vita reale delle persone non trova spazio nei loro comunicati trionfali.

Cosa raccontano quei grafici di chi è costretto ad aspettare anni per una TAC o una risonanza? Nulla. Cosa dicono di chi, non potendosi permettere il privato dopo aver già pagato le tasse regionali, decide semplicemente di rinunciare a curarsi? Silenzio assoluto. La propaganda di Marsilio e Verì crolla miseramente davanti alla realtà quotidiana degli abruzzesi.

Tasse da record e tagli per 80 milioni

I cittadini sanno benissimo qual è il prezzo che stanno pagando per questa gestione fallimentare targata Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega:

  • Sanno che, per far quadrare i bilanci disastrati delle ASL, la maggioranza ha aumentato le tasse regionali (IRPEF e IRAP).
  • Sanno che medici, infermieri e amministrativi lavorano da anni sotto una pressione insostenibile e con organici ridotti all’osso.

Ma c’è di peggio: dal gennaio 2026 la nostra sanità è tornata sotto una forma di controllo straordinario. Il nuovo Piano Operativo imposto da Roma per il triennio 2026-2028 prevede tagli per oltre 80 milioni di euro. Un vero e proprio commissariamento di fatto che certifica il fallimento politico di questa Giunta.

Il tradimento della sanità pubblica

C’è qualcosa di profondamente grave, anche sul piano istituzionale, nel vedere la destra festeggiare mentre i cittadini vengono letteralmente spinti fuori dal servizio pubblico. Stanno abituando le persone a pensare che la sanità pubblica sia lenta, inaffidabile e residuale. Questo è il danno più grande: distruggere la fiducia nel sistema per spalancare le porte a un modello in cui curarsi diventa un privilegio legato al reddito.

Come Movimento 5 Stelle continueremo a portare alla luce ciò che la Regione prova a seppellire sotto i comunicati stampa ufficiali. La sanità non si misura dalle dichiarazioni dell’assessore, ma dalla qualità e dalla tempestività delle cure.

Invece di celebrare percentuali parziali, la Giunta dovrebbe iniziare a governare il problema: investendo sul personale, potenziando la diagnostica pubblica e garantendo tempi compatibili con il diritto alla salute. Quando gli abruzzesi smetteranno di essere costretti a rivolgersi al privato per una visita, allora ci sarà qualcosa da festeggiare. Fino ad allora, servono meno passerelle e molto più rispetto per i problemi reali delle persone.