Quattro ore in attesa di un medico. Io non ci sto.
Quanto accaduto nell’Alto Vastese è inaccettabile. In un territorio dove già è difficile accedere ai servizi essenziali, oggi ci ritroviamo persino a non poter certificare un decesso per mancanza di medici. Una situazione che ferisce profondamente la dignità di chi vive — e muore — nelle aree interne dell’Abruzzo.
Non è più tollerabile. Lo dico con amarezza e con responsabilità: quando la sanità pubblica viene gestita male, a pagarne il prezzo sono sempre i più fragili. E questa non è solo inefficienza, è un’ingiustizia.
Nei giorni scorsi sono stato personalmente a Castiglione Messer Marino per affrontare, insieme ai cittadini, il tema della demedicalizzazione del 118. Purtroppo, ancora una volta, ci troviamo a raccogliere le conseguenze di promesse mai mantenute da chi governa la Regione. Le rassicurazioni della maggioranza e della direzione Asl non bastano più. Non servono parole, servono soluzioni rapide, concrete e realizzabili.
Solo due settimane fa, insieme ai sindaci del territorio, ho denunciato la drammatica carenza di medici di base e la mancanza di ambulanze medicalizzate. Due elementi fondamentali per garantire il diritto alla salute in quei comuni dove il primo ospedale può trovarsi a oltre un’ora di distanza.
E ora, come se non bastasse, il Presidente Marsilio annuncia nuovi tagli alla sanità per coprire i buchi di bilancio delle Asl. Una scelta che mette seriamente a rischio l’intera rete dell’emergenza-urgenza.
Conosco la forza e il coraggio della gente dell’Alto Vastese. Ma il coraggio, da solo, non può sostituire il diritto.
Il diritto a essere curati, assistiti, rispettati. Sempre. Ovunque.
Ed è questo che continuerò a difendere, con atti concreti e con la determinazione che mi accompagna da sempre.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee