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Rider come schiavi moderni

Rider come schiavi moderni: se l’algoritmo diventa caporalato, la politica non può restare a guardare

L’inchiesta di Milano: il volto oscuro del “Caporalato Digitale”

Quanto vale la vita di un lavoratore che pedala sotto la pioggia per portarvi la cena? Secondo l’ultima inchiesta della Procura di Milano su colossi come Glovo, vale appena 2,50 euro a consegna. Oltre 40.000 rider sarebbero stati sfruttati attraverso un algoritmo spietato che controlla ogni secondo della loro attività, trasformando la flessibilità in una nuova forma di schiavitù.

Parliamo di persone che percepiscono una media di 5.000 euro lordi all’anno. Una cifra che non è solo abbondantemente al di sotto della soglia di povertà: è un insulto alla dignità umana e ai valori della nostra Costituzione. Non chiamiamolo “progresso”: se la tecnologia serve a comprimere i diritti e a pagare cifre da fame, siamo davanti a un vero e proprio caporalato digitale.

Il silenzio complice delle Destre

Mentre le multinazionali del delivery accumulano profitti stellari grazie a questo modello, il governo nazionale di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani continua a voltare le spalle. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno detto un “NO” ideologico e feroce alla proposta del Movimento 5 Stelle sul Salario Minimo Legale.

Preferiscono proteggere il sistema delle “paghe da fame” e i colossi stranieri piuttosto che garantire 9 euro l’ora come soglia minima di dignità. È una scelta politica chiara: si sta con chi sfrutta, non con chi lavora.

In Abruzzo la nostra battaglia continua

Ma non facciamoci illusioni: lo sfruttamento non riguarda solo le metropoli. Anche nella nostra regione, migliaia di abruzzesi vivono nel limbo del lavoro povero, prigionieri di contratti precari in settori che vanno dalla logistica ai servizi, dalla ristorazione alle pulizie.

Tipologia di Lavoro La realtà del “Lavoro Povero” La nostra proposta
Gig Economy (Rider) Paghe a cottimo di 2,50€ Inquadramento corretto e tutele
Appalti di Servizi Paghe sotto i 7€ l’ora Clausole sociali e salario minimo
Lavoro Precario Contratti intermittenti e grigi Certezza del diritto e stabilità

Proprio per questo, non facciamo un passo indietro. La nostra proposta di legge per un salario dignitoso negli appalti della Regione Abruzzo è appena approdata in Commissione. È un atto concreto che obbligherebbe la Regione e tutte le sue partecipate a garantire paghe minime dignitose in ogni contratto pubblico.

Metteremo Marsilio alla prova

A breve porteremo questa discussione in Aula e metteremo il Presidente Marsilio e la sua maggioranza davanti a un bivio: vogliono continuare a seguire la linea romana del “no a prescindere” o vogliono che l’Abruzzo diventi un modello di civiltà, garantendo che nessuno dei lavoratori impiegati dalla Regione guadagni cifre da fame?

«La nostra battaglia non è contro la tecnologia, ma contro l’uso che se ne fa per calpestare i diritti. La dignità del lavoro non è negoziabile. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai rider e a tutti i lavoratori che oggi lottano. Noi siamo e saremo sempre dalla loro parte».