Val di Sangro non può essere lasciata nell’incertezza
Le preoccupazioni sulla tenuta produttiva e occupazionale della Val di Sangro sono esplose in seguito alle dichiarazioni pubbliche di Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer di Stellantis per l’Europa, che ha parlato senza mezzi termini di un imminente “dramma industriale” per l’Italia e paventato la possibilità di delocalizzare la produzione se il Governo nazionale non interverrà con misure adeguate, anche sotto forma di incentivi. Parole gravi, che hanno giustamente allarmato sindacati, lavoratori e amministratori locali. Tuttavia, anziché affrontare la questione con senso di responsabilità, l’Assessore alle Attività Produttive Tiziana Magnacca ha inizialmente liquidato ogni allarme, accusando chi solleva interrogativi legittimi – dai sindacati all’opposizione – di essere “cassandre di sventura” e tracciando un quadro artificiosamente rassicurante sul futuro dello stabilimento Stellantis.Se l’Assessore regionale al Lavoro e alle Imprese non ha il polso della situazione industriale nella Val di Sangro è legittimo che a preoccuparsi non siano solo i lavoratori diretti di Stellantis, ma anche le decine di migliaia di famiglie coinvolte nell’indotto. Parliamo di uno dei poli produttivi più importanti del Centro-Sud, che dà lavoro a circa 30.000 persone. Non è accettabile che tutto venga affrontato con leggerezza, né che si continui a negare l’esistenza di una crisi, salvo poi ammetterla con colpevole ritardo.
Le cifre parlano da sole: -16,3% di produzione di veicoli commerciali nel primo semestre 2025, centinaia di lavoratori in cassa integrazione, sospensione del terzo turno, ricorso strutturale agli ammortizzatori sociali, un piano di uscite volontarie che ha già coinvolto oltre 400 addetti. La promessa di una nuova gamma produttiva nel 2027 non può essere considerata una soluzione: se non si interviene subito, si rischia che a quella data non esistano più le condizioni operative e industriali per ripartire.
Il Presidente Marsilio venga a riferire in Consiglio regionale e chiarisca quali azioni concrete intenda mettere in campo. Ma soprattutto, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta in Abruzzo, si assuma finalmente la responsabilità politica di questa crisi e coinvolga i Ministri competenti in un piano straordinario per la difesa della produzione, dell’occupazione e della tenuta economica della Val di Sangro. Servono risorse, misure incentivanti, investimenti mirati e un impegno istituzionale di livello nazionale. Non possiamo permetterci di aspettare. Il tempo della propaganda è finito: adesso servono fatti.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee