Suicidio medicalmente assistito: La Regione non può più aspettare, convocare subito il Consiglio regionale
È trascorso ormai quasi un anno dal primo passaggio in Consiglio Regionale della proposta di legge popolare sul suicidio medicalmente assistito. In quella sede si decise di rinviare l’approvazione, riaprendo le audizioni per ascoltare associazioni, cittadini e portatori di interesse. Da allora, nonostante qualche audizione sia effettivamente avvenuta, la proposta è ancora incardinata e ferma in Quinta Commissione.
Quando il provvedimento arriverà in Aula ogni consigliere sarà chiamato a votare in coscienza, mettendo da parte le appartenenze politiche e le logiche di partito. Non ci si lasci condizionare dal fatto che, in Toscana, la legge sul suicidio medicalmente assistito è stata impugnata dal Governo ed è in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale, perché oggi quella legge è in vigore, tanto che un cittadino abruzzese, Daniele Pieroni, ha potuto esercitare questo diritto proprio in quella regione, segnando il primo caso concreto di applicazione della norma.
Questo è il punto centrale della questione: ci sono persone che soffrono, in modo irreversibile e insopportabile, e che chiedono di poter scegliere, con lucidità e consapevolezza, di porre fine alla propria esistenza nel rispetto della propria dignità.
La politica non può più voltarsi dall’altra parte.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee