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Seconda Ambulanza: I numeri dicono il vero

REPLICA A VERÌ SU SECONDA AMBULANZA LANCIANO: L’ASSESSORE NON RISPONDE NEL MERITO. I NUMERI CONFERMANO CHE È INDISPENSABILE E LEI NON HA ATTUATO UNA SUA STESSA DELIBERA
L’Assessore Verì, evidentemente in difficoltà, ha deciso di buttare la palla in tribuna pur di non rispondere nel merito alla domanda che gli è stata posta nella scorsa seduta della Commissione Vigilanza. Eppure non è difficile: c’è una Delibera di Giunta Regionale, la 660 del 2019, in cui viene espressamente indicato dal CREA il parere favorevole per l’attivazione di una seconda ambulanza operativa 24h nel territorio del Comune di Lanciano. Questa delibera di Giunta, quindi anche a firma dell’Assessore, non è mai stata attuata. E abbiamo chiesto il perché. Un perché che non è mai arrivato e che credo non arriverà mai, visto che le dichiarazioni della Verì sostengono che la seconda Ambulanza non serve.
Eppure nella delibera, partendo proprio dai dati del tavolo tecnico, l’ambulanza viene dichiarata come necessaria. Anche i numeri confermano questa necessità poiché si evidenzia un crescendo costante degli interventi eseguiti dalla seconda ambulanza: dai 1.069 del 2019, in crescita negli anni successivi fino ad arrivare a 1.543 a novembre 2023.
Pertanto non è chiaro a quali numeri si riferisca l’Assessore  quando parla di “apprezzabile diminuzione” degli interventi gestiti dalla postazione frentana. Se l’Assessore non vuole leggere i numeri e le carte che lei stessa ha firmato, dovrebbe almeno farsi un giro nei territori e parlare con il personale in carico alle ambulanze, per capire quante volte gli utenti si trovano a dover aspettare stesi per terra l’arrivo del soccorso.
In 5 anni abbiamo sentito il centrodestra dire tutto e il contrario di tutto. E ora è il turno della seconda Ambulanza di Lanciano.
Che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia siano sordi alle esigenze reali degli abruzzesi non è un segreto più per nessuno, ma qui si parla di un servizio nel quale 5 minuti di ritardo possono fare la differenza tra la vita e la morte. Non possiamo permettere che si butti tutto in caciara perché non si è capaci di motivare una scelta che disattende un atto di Giunta, che non ascolta la volontà del personale sanitario e che non dà seguito alla richiesta di migliaia di cittadini che hanno firmato una petizione per avere il servizio h24.
Se l’Assessore, inoltre, si chiedesse come mai tanti utenti, anche in codice giallo, oggi si recano al pronto soccorso con mezzo proprio, capirebbe da sola che ormai gli abruzzesi sono così sfiduciati dalla gestione della sanità pubblica messa in atto dal centrodestra che preferiscono agire in autogestione. Non sarà certo aver messo in un’unica stanza di SAGA gli operatori del 118 di Chieti e Pescara a far aumentare magicamente il numero delle ambulanze su strada o a migliorare un servizio.
Ultimo appunto, quando l’Assessore parla di “mistificazione per qualche consenso in più” dovrebbe ricordare che la seconda ambulanza a Lanciano in via sperimentale è stata attivata dal 2018 proprio perché lo ha chiesto il territorio, e io non ero ancora consigliere regionale quando da cittadino combattevo questa battaglia di giustizia in prima fila. Se l’Assessore pensa che tutti facciano qualcosa esclusivamente per il proprio consenso, forse dovrebbe guardare fuori dal centrodestra e capire che c’è un intero Abruzzo pronto a lavorare con abnegazione per garantire servizi e diritti alla comunità.