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Contributo per studio sul dissesto idrogeologico a Lanciano

Il territorio lancianese convive storicamente con gravi problemi di dissesto idrogeologico, avendo al proprio interno aree interessate da crolli di natura erosiva. Uno studio per intervenire il prima possibile era necessario per tutelare la sicurezza dei cittadini. Grazie a questo stanziamento di 80mila euro si potrà intervenire su una questione annosa per tutto il tessuto economico e sociale della città.

All’epoca della sua fondazione la città di Lanciano nacque su un colle circondato da due torrenti, il torrente “Pietroso” e il torrente “Vallebona”, in zone che oggi sono note come “Pietrosa” e “Malvò”. Già dall’antichità, in epoca pre-medievale, questi torrenti  vennero dapprima canalizzati e successivamente interrati, e a tutt’oggi scorrono nel sottosuolo, in quello che ora è il centro cittadino, a diversi metri di profondità.

Negli anni la progressiva espansione della città ha fatto si che per via della cementificazione e impermeabilizzazione del suolo queste antiche canalizzazioni si trovano a smaltire una quantità di acqua enormemente  superiore a quella che era immaginabile a quei tempi, rendendole soggette ad una progressiva opera di erosione, con conseguenti crolli e un processo erosivo sempre maggiore e soprattutto continuo e nascosto agli occhi di tutti.

Di questi antichi torrenti ormai si è perso anche il ricordo, tranne che in rari disegni di epoche antiche, ma le conseguenze della circolazione idrica nel sottosuolo hanno aperto improvvisamente voragini nel centro storico della città, inghiottendo, fortunatamente solo strade e marciapiedi. Per ora.

Da ricognizioni speleologiche fatte da volontari e dalle prime indagini effettuate a seguito dei crolli appare evidente che l’acqua sta riprendendo possesso del suo corso naturale a discapito delle sovrastrutture urbane più sensibili ubicate lungo le linee di scorrimento originarie, quello che era l’alveo dei torrenti, oggi ostruito.

Questa situazione determina anche ai fini sismici un notevole incremento del cosiddetto ”effetto di sito” ovvero la composizione di quegli effetti geologici a livello locale dell’immediato sottosuolo, dovuti a caratteristiche geologiche proprie, che rendono il luogo sulla superficie più o meno soggetto a danni conseguenti un evento sismico.

Per questo motivo è necessaria una valutazione precisa della situazione esistente dal punto di vista idraulico e geofisico per poter individuare le conseguenze per la stabilità e la vulnerabilità sismica del sito interessato e delle aree circostanti, insieme alla corretta metodologia di intervento, per evitare che rimedi affrettati ed emergenziali finiscano per aggravare ulteriormente la situazione.