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Dietro le quinte del CUP: un pasticcio annunciato

Dietro le quinte del CUP: un pasticcio annunciato

Non è solo una questione di numeri, ma di un sistema che sembra fatto apposta per fallire. Dopo la nostra denuncia sui tagli al CUP della ASL 02, sono emersi dettagli ancora più inquietanti che meritano di essere analizzati. C’è un filo rosso che lega le scelte della Giunta Marsilio, i disagi dei lavoratori e il diritto negato dei cittadini.

Il “caso Treglio”: quando la logistica ignora la realtà

Immaginate di guadagnare 900 euro al mese. Immaginate ora che la vostra azienda vi dica: “Da domani devi lavorare a 80km di distanza”.

È quello che sta succedendo ai 13 operatori del call center di Treglio. Spostarli a Teramo non è una scelta organizzativa, è una condanna economica:

  • Il costo: Oltre 20€ al giorno per il viaggio. Significa che quasi metà dello stipendio se ne va in benzina o biglietti del treno.
  • Il tempo: Ore perse sui cantieri infiniti della A14 o su binari lentissimi.

Tutto questo per professionisti che da anni gestiscono le prenotazioni delle ASL di Chieti, Teramo e Pescara. Perché non lasciarli dove sono? Perché smantellare un presidio che funziona?

Dallo sciopero del 2024 a oggi: la memoria corta della Destra

Non è la prima volta che provano a mettere le mani nelle tasche di questi lavoratori. Ricordate lo sciopero del 13 dicembre 2024? In quel caso, la mobilitazione di 128 addetti fermò un taglio di oltre 2 ore al giorno per dipendente.

Oggi la strategia è cambiata ma l’obiettivo è lo stesso:

  1. Ieri: Si provava a tagliare direttamente le ore.
  2. Oggi: Si usa una “gara regionale” più costosa per giustificare una riduzione del 20% dei servizi.

È un metodo sistematico: si depotenzia il servizio pubblico, si rendono insostenibili le condizioni di lavoro e alla fine a rimetterci è il cittadino che trova il telefono del CUP sempre occupato.

La domanda che nessuno vuole fare

Se l’operatore ha vinto con un’offerta più alta promettendo “miglioramenti strutturali”, dov’è finito quel progetto?

A fronte di costi maggiori per la Regione, ci aspetteremmo più operatori, non meno. Ci aspetteremmo più sedi, non la chiusura di Treglio.

Il confronto tra propaganda e realtà Cosa ci dicono Cosa accade davvero
Nuova Gara “Più efficienza e qualità” -20% di capacità operativa
Spostamento Sedi “Ottimizzazione logistica” Costi insostenibili per i lavoratori
Obiettivo Politico “Migliorare l’accesso alle cure” Liste d’attesa destinate ad allungarsi

La nostra azione non si ferma

Non accetteremo che il 15 gennaio passi come l’ennesima data di promesse vane. Abbiamo già pronta l’attività ispettiva per chiedere conto di ogni singolo euro speso in più in questa gara. Se le 45 pagine di “migliorie” promesse dall’azienda sono rimaste nel cassetto, qualcuno dovrà risponderne davanti ai cittadini e alla Corte dei Conti.

«La sanità non è un foglio Excel dove tagliare i costi per far quadrare i bilanci della propaganda. Dietro ogni postazione CUP chiusa c’è un cittadino che rinuncia a curarsi e un lavoratore che perde la propria dignità».