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Operazione Verità: perché il 22 e 23 marzo il voto non è solo un esercizio tecnico

Operazione Verità: perché il 22 e 23 marzo il voto non è solo un esercizio tecnico

Il prossimo referendum non è un passaggio neutro. Non lasciatevi ingannare da chi prova a dipingerlo come un mero aggiornamento procedurale: modificare sette articoli della nostra Costituzione è una scelta politica profonda. Per come è stato impostato, questo appuntamento si è trasformato in un vero e proprio giudizio sull’operato del governo Meloni, Salvini e Tajani.

Scegliere il “Sì” oggi non significa solo cambiare la Carta, ma avallare la gestione di un centrodestra che, alla prova dei fatti, ha tradito quasi tutte le promesse elettorali.

Un bilancio che pesa sulle famiglie

In questi anni abbiamo assistito a un paradosso costante: una narrazione di successo che si scontra quotidianamente con la realtà vissuta dai cittadini, specialmente qui in Abruzzo. I dati parlano chiaro e compongono un quadro preoccupante:

  • Pressione fiscale e costi vivi: Nonostante i proclami, le tasse non sono diminuite. Abbiamo subito l’aumento delle accise sui carburanti, dei pedaggi autostradali e delle assicurazioni RC auto. Anche l’addizionale IRPEF regionale grava pesantemente sulle tasche degli abruzzesi.
  • Lavoro e Sociale: La precarietà è diventata la norma. Mentre il lavoro povero aumenta, gli ammortizzatori sociali vengono ridotti al minimo, lasciando migliaia di persone in una condizione di fragilità estrema.
  • La distruzione della Sanità Pubblica: Come sapete, questa è la mia battaglia principale. Stiamo assistendo allo smantellamento programmato del diritto alla salute, dove le liste d’attesa si allungano e i servizi territoriali vengono depotenziati a favore di una visione privatistica che non ci appartiene.

Il metodo della fedeltà contro il merito

Oltre ai numeri, c’è una questione di metodo che non posso ignorare. Fratelli d’Italia e i suoi alleati hanno trasformato la gestione della cosa pubblica in un sistema basato su nomine, incarichi e fedeltà politica. Il merito è stato messo da parte per far spazio all’appartenenza.

Questa strategia serve a nascondere il vuoto di contenuti: quando non si hanno risposte sui problemi reali — come la sicurezza o la gestione dell’immigrazione, dove il fallimento è sotto gli occhi di tutti — si preferisce spostare il confronto sulle invettive, sugli attacchi alla magistratura e su chiunque osi esprimere un dissenso.

Una scelta di campo per il futuro

Il 22 e 23 marzo non voteremo uno slogan. Voteremo per decidere se questo modello di gestione — fatto di promesse tradite, tagli alla sanità e aumento del costo della vita — debba essere legittimato o fermato.

La mia visione per l’Abruzzo e per l’Italia è opposta: abbiamo bisogno di una politica che rimetta al centro la dignità del lavoro, la trasparenza amministrativa e, soprattutto, una sanità pubblica che funzioni davvero. Non possiamo permettere che il futuro della nostra Costituzione venga utilizzato come un plebiscito per coprire i fallimenti di un esecutivo ormai esausto.

L’invito che rivolgo a ciascuno di voi è di informarsi nel merito, oltre la propaganda. Il voto è lo strumento più potente che abbiamo per chiedere un cambio di rotta necessario e urgente.