Legge elettorale, 375 emendamenti contro la “schiforma” di Marsilio: difendiamo la rappresentanza dei territori
Di fronte a un Abruzzo stretto tra una sanità in costante affanno, il peso delle tasse in aumento, la crisi industriale e lo spopolamento delle aree interne, la priorità della Giunta regionale sembra essere una sola: cambiare le regole del gioco per le elezioni del 2029.
Come Gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale abbiamo risposto a questa forzatura con una posizione netta, depositando 375 emendamenti per bloccare un progetto di legge elettorale cucito su misura per la maggioranza di centrodestra.
Il nodo del collegio unico: aree interne a rischio isolamento
La proposta di Marsilio punta a cancellare le quattro circoscrizioni provinciali per introdurre un collegio unico regionale. Le conseguenze sulla rappresentanza democratica rischiano di essere devastanti:
- Spostamento dell’asse politico: La competizione elettorale si concentrerà inevitabilmente nelle aree a maggiore densità di popolazione, rischiando di lasciare intere zone della regione — a partire dai piccoli comuni e dai territori montani — completamente prive di propri rappresentanti in Consiglio.
- Favoriti i grandi apparati: Con un collegio unico si vedranno costretti a fare campagna elettorale su tutta la regione solo i candidati con grande notorietà pregressa, chi beneficia degli apparati di partito o chi dispone di ingenti risorse economiche. La politica diventerà sempre meno accessibile ai cittadini.
- Il bluff della terza preferenza: Presentata come misura di genere o di apertura, rischia di trasformarsi nel collegio unico in un moltiplicatore di cordate interne, pacchetti di voti e accordi incrociati.
Ogni Consigliere ha già il dovere di rappresentare l’intero Abruzzo. Se esponenti del centrodestra coltivano solo il proprio recinto elettorale, Marsilio chiarisca la questione dentro la sua maggioranza, invece di scardinare una legge elettorale equilibrata.
Un blitz per comprimere gli spazi della minoranza
La riforma proposta non si limita a cancellare i collegi provinciali, ma interviene sui pesi politici dell’Assemblea.
Nonostante la maggioranza disponga già di un margine solido (18 consiglieri contro 13) e del meccanismo dei supplenti per gli assessori, il testo punta a eliminare il tetto massimo dei seggi attribuibili alla coalizione vincente. Una modifica che rischia di schiacciare il ruolo e la rappresentanza delle opposizioni, su cui perfino gli uffici legislativi regionali hanno espresso rilievi critici.
Nessuna trattativa al ribasso: la battaglia in Aula
Le regole della democrazia non possono essere modificate per compensare con un artificio normativo il calo di consenso sui territori.
I nostri 375 emendamenti porteranno il dibattito nel merito in Commissione e in Aula. Non ci saranno aperture o accordi al ribasso: la difesa del pluralismo e la garanzia che ogni provincia abruzzese mantenga la propria voce non sono merce di scambio.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee