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Meno tasse per tutti?

“Meno tasse per tutti”? Un bluff: le famiglie abruzzesi tartassate da imposte nascoste e rincari IRPEF

Oggi una famiglia media abruzzese, stretta nella morsa di stipendi fermi e inflazione galoppante, arrivando a versare oltre 20mila euro all’anno tra tasse e contributi.

Ciò che è ancora più grave è che quasi un terzo di questo peso fiscale viene prelevato in modo del tutto silenzioso, camuffato nei prezzi dei beni di prima necessità e nei servizi che acquistiamo ogni giorno. Una stangata invisibile che smentisce con la forza dei fatti gli eterni slogan della destra sul “taglio delle tasse”.

La stangata “invisibile” tra carburanti e carrello della spesa

I meccanismi con cui lo Stato e le Regioni continuano a mettere le mani nelle tasche dei cittadini sono molteplici, a partire dalle promesse mai mantenute:

  • Accise e IVA sui carburanti: Ricordiamo tutti le edizioni propagandistiche di Giorgia Meloni davanti alle pompe di benzina in cui prometteva l’abolizione delle accise. Non solo le accise sono rimaste, ma con l’aumento dei prezzi del carburante lo Stato incassa una quantità maggiore di IVA su ogni singolo litro erogato.
  • L’inflazione al supermercato: Lo stesso principio vale per la spesa quotidiana: più salgono i prezzi dei beni alimentari e di consumo, più lievito il gettito dell’IVA che finisce dritto nelle casse pubbliche.
  • I balzelli in bolletta e nelle polizze: Dal Canone RAI inserito nella bolletta elettrica fino alla quota destinata al Servizio Sanitario Nazionale nascosta all’interno della RC Auto, i prelievi automatici non si fermano mai.

In Abruzzo il danno e la beffa: stangata IRPEF per la malasanità

Se il quadro nazionale appare sconfortante, in Abruzzo la situazione diventa intollerabile.

Per tentare di coprire il profondo buco di bilancio creato nella Sanità regionale, la Giunta di centrodestra ha deciso di percorrere la strada più facile e dannosa: aumentare al massimo l’addizionale regionale IRPEF.

Il risultato per la nostra comunità è un paradosso drammatico: pagare di più per ricevere servizi sempre peggiori.

  • Liste d’attesa interminabili per una visita o un esame diagnostico;
  • Cittadini spinti ad accedere alle prestazioni private a pagamento o, peggio ancora, costretti a rinunciare del tutto alle cure;
  • Carenza cronica di medici e personale sanitario nei reparti di emergenza;
  • Reti di assistenza territoriale che continuano a rimanere sulla carta.

Un modello insostenibile per il futuro della regione

Non è accettabile che l’incapacità di programmazione e la mala gestione politica vengano scaricate in modo sistematico sui bilanci di famiglie, lavoratori e imprese. Un’amministrazione responsabile non risolve le proprie inefficienze alzando le aliquote fiscali.

Gli abruzzesi non meritano di essere trattati come un bancomat da prosciugare per coprire le falle della maggioranza. Continueremo a batterci dentro e fuori il Consiglio regionale per pretendere trasparenza, equità fiscale e il ripristino di servizi pubblici efficienti e dignitosi.