Al fianco di chi cura: la rabbia legittima dei lavoratori
In questi giorni sono al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità abruzzese, colpiti da un provvedimento che non esito a definire inaccettabile: un pesante taglio agli stipendi che umilia chi, ogni giorno, manda avanti i nostri ospedali. La loro protesta è giusta e la loro rabbia è legittima, perché senza il loro impegno il servizio sanitario pubblico semplicemente cesserebbe di esistere.
La Regione Abruzzo ha deciso di tagliare 25 milioni di euro, cancellando di fatto il salario accessorio per il 2024 e il 2025 a medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici. Parliamo di circa mille euro l’anno in meno nelle tasche di chi lavora con turni massacranti e organici insufficienti. Non stiamo parlando di un privilegio, ma di una parte fondamentale della retribuzione, legata direttamente a fatica e responsabilità.
Una doppia beffa: stipendi ridotti e tasse aumentate
E mentre il salario diminuisce, per gli stessi lavoratori aumentano anche le aliquote Irpef regionali. È una doppia beffa che ricade su chi regge un sistema già al limite. Dopo mesi di trattative senza risposte, è scattato lo stato di agitazione in tutte le ASL — Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila. Una mobilitazione senza precedenti che grida quanto la situazione sia diventata insostenibile.
Dobbiamo dire le cose come stanno: questi tagli e l’aumento delle tasse sono la diretta conseguenza del deficit milionario prodotto nei conti della sanità pubblica dalla destra al governo della Regione. Un buco che stanno cercando di coprire colpendo stipendi e diritti, invece di assumersi le proprie responsabilità politiche.
La realtà oltre i comunicati di Fratelli d’Italia
Mentre negli ospedali mancano presidi essenziali, farmaci e servizi, e il disavanzo sta mettendo in ginocchio settori strategici come i trasporti, il sociale e l’agricoltura, c’è ancora chi ha il coraggio di parlare di “attenzione concreta ai territori”.
Ho letto con sconcerto le dichiarazioni del Senatore Guido Liris, che esulta per presunte “risorse aggiuntive”, descrivendo un Abruzzo che esiste solo nelle sue fantasie e nei comunicati di Fratelli d’Italia. La verità che riscontro ogni giorno visitando i territori è ben diversa:
- Reparti allo stremo e personale sotto stress continuo.
- Liste d’attesa interminabili che negano il diritto alla cura.
- Ospedali depotenziati e servizi territoriali tagliati.
- Tasse aumentate per tappare i buchi di una gestione disastrosa.
| Criticità Sanità Abruzzo | Narrazione Centrodestra | Realtà dei Fatti |
| Fondi Nazionali | “Risorse record dal Governo” | Bilanci devastati e deficit in crescita |
| Personale | “Attenzione ai lavoratori” | Taglio di 25 milioni di salario accessorio |
| Accesso alle cure | “Servizi potenziati” | Liste d’attesa e mobilità passiva record |
| Pressione Fiscale | “Nessun impatto” | Aumento delle aliquote Irpef regionali |
Basta favole: servono risposte vere
Se davvero il Governo “investe sulla sanità pubblica”, lo spieghino ai pazienti costretti a rinunciare alle cure o ai territori interni ormai abbandonati. È tempo di dire basta ai comunicati autocelebrativi e alle favole elettorali. Sulla salute dei cittadini non si fa propaganda e, soprattutto, non si prende in giro un’intera regione.
Servono risposte vere, risorse reali e una svolta immediata nella governance. La sanità si difende investendo e, soprattutto, rispettando chi ogni giorno cura le nostre comunità. Come Movimento 5 Stelle, continueremo a batterci perché il diritto alla salute torni a essere una priorità, non una voce di bilancio da tagliare per coprire l’incapacità politica.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee