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Il centrodestra risponde con il bavaglio a mille emendamenti

Consiglio regionale, il centrodestra risponde con il bavaglio a mille emendamenti: una vergogna che limita la democrazia

Quando la maggioranza non è in grado di sostenere il confronto politico sui contenuti, la sua unica risposta è la soppressione del dibattito. In Consiglio regionale il centrodestra ha risposto alla nostra azione d’opposizione facendo scattare la cosiddetta “ghigliottina”: mille emendamenti fatti decadere senza discussione e diritto di parola pesantemente limitato in Aula.

Una scelta politica grave che punta a neutralizzare gli strumenti democratici dell’opposizione. Gli stessi esponenti di centrodestra che nelle precedenti legislature urlavano alla censura, oggi usano il bavaglio per sottrarsi alle proprie responsabilità e nascondere le proprie crepe interne.

Il caso “leale collaborazione”: leggi scritte male da correggere

La seduta del Consiglio era chiamata a esaminare e votare i provvedimenti di “leale collaborazione” tra Governo e Regione Abruzzo, ovvero quegli atti necessari a correggere a posteriori leggi regionali mal scritte ed evitare che vengano impugnate e bocciate dalla Corte Costituzionale.

Già questo basterebbe a dimostrare l’approssimazione legislativa della Giunta Marsilio. Il centrodestra ha però tentato di trasformare quel passaggio procedurale in un “contenitore omnibus” in cui infilare ulteriori norme ed emendamenti che avrebbero richiesto una discussione pubblica e trasparente.

Di fronte a questa forzatura abbiamo depositato circa mille emendamenti ostruzionistici per pretendere risposte su temi cruciali: dal rinvio della Nuova Pescara alle politiche sui rifiuti, fino alle aree per le rinnovabili, la sicurezza e la tutela della sanità pubblica.

Nuova Pescara e rifiuti: i nodi di un fallimento politico

Alla fine, per far passare il testo, la maggioranza si è dovuta rifugiare nella ghigliottina, mettendo a nudo tutta la propria debolezza politica. Il provvedimento approvato contiene due ulteriori tappe del fallimento della destra abruzzese:

  1. Rinvio della Nuova Pescara: La nascita del nuovo comune viene fatta slittare dal 2027 al 2029.
  2. Norma pilatesca sui rifiuti: Un ennesimo rinvio delle scelte strategiche di programmazione e gestione dell’impiantistica che andavano affrontate oggi.

Sui rifiuti e sulla gestione delle competenze la maggioranza si divide e si attacca pubblicamente in Aula, incapace di trovare una visione condivisa. Quando però si tratta di difendere la gestione del potere, di elargire contributi a pioggia o di spartire risorse per feste e fiere, ritrovano magicamente la compattezza.

Otto anni di governo Marsilio: retromarce e dibattito soffocato

Dopo quasi otto anni di amministrazione guidata da Marco Marsilio, l’Abruzzo continua ad attendere risposte concrete sui servizi essenziali: sanità territoriale, trasporti efficienti e piano dei rifiuti.

Invece di programmare, questa maggioranza impiega il proprio tempo a correggere le leggi fatte male, ricomporre i conflitti interni e silenziare le opposizioni. Possono comprimere i tempi del Consiglio regionale con espedienti regolamentari, ma non potranno cancellare le proprie responsabilità né impedirci di denunciarle a tutti i cittadini abruzzesi.