Caso OSS, 12 lavoratori assunti e licenziati per un errore della ASL: le scuse non bastano, servono fatti concreti
In Commissione di Vigilanza si è tenuta un’audizione fondamentale per fare chiarezza su una vicenda che ha del clamoroso: dodici Operatori Socio-Sanitari prima assunti e poi improvvisamente licenziati dalla sanità pubblica abruzzese.
Abbiamo ascoltato l’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì e i Direttori Generali Mauro Palmieri (ASL 02) e Vero Michitelli (ASL 01), preso atto delle loro scuse ufficiali e della ricostruzione dell’accaduto. Tuttavia, resta un fatto che nessuna giustificazione burocratica può cancellare: dodici famiglie stanno pagando il prezzo di un grave errore amministrativo commesso dalle ASL. E questo è del tutto inaccettabile.
La ricostruzione: un cortocircuito procedurale inescusabile
La dinamica emersa in audizione è esattamente quella che avevamo denunciato:
- La richiesta di personale: La ASL Lanciano-Vasto-Chieti, dovendo reperire OSS per coprire i servizi e il piano ferie, ha chiesto di attingere alle graduatorie di altre Aziende sanitarie.
- L’errore sulla graduatoria: Non essendo disponibile la graduatoria di Teramo, la ASL 02 si è rivolta alla ASL di Pescara. Quest’ultima ha autorizzato lo scorrimento partendo dalla posizione n. 600, anziché dalla n. 304, primo candidato utilmente collocato.
- I contratti e l’annullamento: Ignorando questa macroscopica anomalia, la ASL 02 ha stipulato i contratti, fatto prendere servizio a 12 operatori e, solo dopo le proteste e le segnalazioni dei candidati ingiustamente “scavalcati”, ha annullato la procedura in autotutela.
Ci è stato risposto che gli uffici erano sotto pressione e che le rinunce sulle chiamate sono elevate. Riconosciamo la buona fede dei Direttori e la mole di lavoro dei dipendenti, ma la buona fede non restituisce un posto di lavoro e le scuse non pagano i mutui né la spesa a fine mese. Non è tollerabile che siano i lavoratori a farsi carico dei rischi di un’amministrazione pubblica che sbaglia.
Non basta attendere lo scorrimento: servono tutele immediate
Durante la Commissione, la Direzione della ASL 02 ha spiegato di aver avviato un dialogo individuale con i 12 operatori (anche per favorire un eventuale rientro presso i precedenti datori di lavoro) e ha ipotizzato che, con lo scorrimento della graduatoria giunto ormai attorno alla posizione 500, gli stessi lavoratori potrebbero essere richiamati a breve.
È una speranza, ma non è ancora una soluzione. Particolare attenzione merita chi, avendo rassegnato le dimissioni da un impiego privato per firmare con la sanità pubblica, oggi si ritrova senza lavoro e senza nemmeno l’accesso agli ammortizzatori sociali (NASpI). Queste persone non possono finire in un limbo normativo solo per aver dato fiducia a un contratto sottoscritto con uno Stato o un’Azienda Sanitaria.
Le nostre richieste: audit, controlli e soluzioni individuali
Non permetteremo che questa storia venga archiviata come una semplice pratica amministrativa andata storta. Abbiamo preteso impegni precisi:
- Monitoraggio ad personam: Seguire ciascuno dei 12 lavoratori fino all’effettivo reinserimento lavorativo.
- Sistemi di controllo digitali: Prendiamo atto che la ASL di Pescara si doterà di un registro elettronico per tracciare lo scorrimento delle graduatorie. Resta sconcertante che una procedura così delicata venisse gestita senza adeguati filtri informatici.
- Esito dell’audit regionale: Attenderemo i risultati delle verifiche interne disposte dal Dipartimento Sanità per capire come sia stato possibile arrivare alla firma dei contratti senza che nessuno intercettasse un errore di 300 posizioni.
Dietro quei contratti strappati non ci sono numeri, ma progetti di vita, persone e famiglie. Le scuse delle istituzioni sono un atto dovuto, ma adesso pretendiamo i fatti: una soluzione occupazionale immediata e concreta per tutti e dodici gli operatori.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee