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La sanità di Marsilio e Verì esiste solo nei loro comunicati

La sanità di Marsilio e Verì esiste solo nei loro comunicati. Lo certifica persino la Corte dei Conti

Da mesi il presidente Marco Marsilio e l’assessore Nicoletta Verì raccontano agli abruzzesi la favola di una sanità risanata, con i conti in ordine e un sistema lanciato verso il futuro. Una narrazione patinata che si scontra ogni giorno con la dura realtà vissuta da cittadini e operatori, e che oggi viene fatta a pezzi dai fatti e dai documenti ufficiali.

Non siamo soltanto noi del Movimento 5 Stelle a denunciarlo. A mettere nero su bianco la verità è la Corte dei Conti, nella Relazione allegata al giudizio di parificazione del Rendiconto 2025. Oltre 170 pagine che non descrivono affatto un sistema virtuoso, ma certificano un servizio sanitario regionale afflitto da profonde criticità economiche, organizzative e gestionali.

I numeri del fallimento della destra abruzzese

La magistratura contabile ha richiamato pesantemente la Regione Abruzzo su nodi strutturali che denunciamo da anni:

  • Disavanzo sanitario cronico: Resta fisso vicino ai 70 milioni di euro.

  • Fuga di pazienti (Mobilità passiva): Continua a sfiorare gli 88 milioni di euro. Cifre enormi che la Regione paga ad altre regioni perché il nostro sistema non è in grado di garantire cure tempestive e adeguate.

  • Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e liste d’attesa: Forti difficoltà nel garantire prestazioni fondamentali nei tempi stabiliti.

  • Fondi PNRR e Sanità territoriale: Ritardi nell’attuazione e nell’organizzazione dei servizi sul territorio.

La Corte dei Conti lo ha detto chiaramente: il pareggio di bilancio non può essere inseguito tagliando i servizi e calpestando il diritto alla salute dei cittadini.

Ospedali senza reagenti e garze: la realtà del territorio

Mentre nei palazzi del potere si festeggiano finti successi, sul territorio la situazione sta precipitando verso l’assurdo.

Pochi giorni fa è emerso il caso del Pronto Soccorso di Atessa, dove sono state denunciate gravi carenze persino del materiale base per le medicazioni. Oggi registriamo una nuova e gravissima segnalazione dalla ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti: all’ospedale “Renzetti” di Lanciano la mancanza di reagenti sta rallentando l’esecuzione dei fondamentali esami del sangue.

Parliamo di analisi di laboratorio, non di pratiche burocratiche. Parliamo di diagnosi, terapie da avviare e pazienti che attendono risposte per essere curati o dimessi. La ASL faccia immediata chiarezza su cosa sta succedendo e ripristini subito la piena operatività.

Il bluff della sanità territoriale e il personale allo stremo

Ad aggravare questo quadro c’è una carenza di organico mai vista, che colpisce in modo particolare i Pronto Soccorso, i medici specialisti e il personale del 118. Durante il periodo estivo, gli operatori sanitari sono costretti a turni massacranti per permettere ai colleghi di fruire del sacrosanto diritto alle ferie, lavorando in condizioni di stress inaccettabili.

Nel frattempo, la strombazzata “rivoluzione” della sanità territoriale si è rivelata un grande bluff:

  • Le Case della Comunità tanto pubblicizzate spesso non sono altro che i vecchi distretti sanitari a cui è stata semplicemente cambiata l’insegna all’ingresso.

  • Nessun personale aggiuntivo, nessun nuovo servizio multidisciplinare così come previsto dalle normative nazionali (DM 77). Cambiare un nome sulla targa non significa creare assistenza sul territorio.

La propaganda non cura i cittadini

La domanda che pongo al Presidente Marsilio e all’Assessore Verì è molto semplice: dov’è finita la sanità efficiente che continuate a sbandierare nelle conferenze stampa?

Perché gli abruzzesi continuano a trovare ospedali privi del materiale minimo, liste d’attesa interminabili, personale allo stremo e strutture territoriali vuote?

Dopo oltre sette anni di governo di centrodestra non si tratta più di singoli disservizi, ma di un totale fallimento di programmazione. Come Capogruppo del Movimento 5 Stelle continuerò a portare in Consiglio regionale ogni singola denuncia degli abruzzesi, trasformandola in atti ispettivi e d’accusa. La propaganda può riempire i giornali, ma per curare le persone servono risorse, personale e competenza. Cose che a questo governo regionale continuano drammaticamente a mancare.