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Digitalizzazione PMI, 10 milioni esauriti in poche ore

Digitalizzazione PMI, 10 milioni esauriti in poche ore ma la Regione continua a raccogliere domande: chiesto l’accesso agli atti

Un bando presentato come una grande opportunità di rilancio per il tessuto produttivo abruzzese rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione gestita senza la dovuta trasparenza.

L’Avviso “Digitalizzazione delle PMI” (finanziato con 10 milioni di euro del PR Abruzzo FESR 2021-2027) prevedeva la selezione delle domande fino al raggiungimento della soglia maggiorata del 30%, pari a 13 milioni di euro. Questa soglia è stata superata già nelle primissime ore dall’apertura della procedura. Ciononostante, la piattaforma regionale continua a rimanere aperta, raccogliendo domande da parte di imprese che spendono tempo e risorse con il rischio concreto che i loro progetti non vengano mai nemmeno esaminati.

Per fare piena luce sulla gestione di queste risorse, ho presentato una dettagliata richiesta di accesso agli atti.

Il corto circuito della piattaforma e le aspettative delle imprese

La piattaforma resterà formalmente aperta fino al 12 ottobre, ma le domande presentate dopo il raggiungimento dei 13 milioni verranno semplicemente “acquisite” e valutate solo in caso di nuove risorse o economie di spesa.

  • Fumo negli occhi per le imprese: Tante PMI abruzzesi stanno continuando a sostenere costi, incaricare consulenti e strutturare progetti senza essere informate chiaramente del fatto che la dotazione finanziaria è già andata esaurita.
  • Giallo sulle date di apertura: L’Avviso ufficiale indicava l’apertura dello sportello per le ore 10:00 del 21 settembre, mentre una successiva nota del Servizio regionale definisce il 22 settembre come primo giorno utile. In una procedura “a sportello” basata sull’ordine cronologico, un disallineamento simile non è un dettaglio e può stravolgere le graduatorie.

Non si possono utilizzare le aziende come pubblico per gli annunci di palazzo. Chi fa impresa ha diritto a certezze, trasparenza e chiarezza immediata sul destino della propria candidatura.

Cosa abbiamo chiesto con l’accesso agli atti

La richiesta di trasparenza è stata inoltrata al Dipartimento Lavoro e Attività Produttive, al Servizio Politiche della Competitività e dell’Innovazione, all’Assessore competente e a Fi.R.A. S.p.A.

Chiediamo che vengano resi pubblici e verificabili:

  1. I log di sistema e i registri informatici: Gli orari esatti di apertura della piattaforma, le singole candidature e il minuto preciso in cui sono stati raggiunti i tetti di 10 e 13 milioni di euro.
  2. Le graduatorie provvisorie giornaliere: E la documentazione relativa alle avvertenze mostrate agli utenti durante la compilazione dopo il superamento delle risorse.
  3. I criteri di controllo e la Commissione: La nomina della Commissione di valutazione e le modalità con cui saranno controllate la pertinenza e la congruità delle spese dichiarate.

Il rischio concentrazione e la necessità di controlli rigorosi

Con un contributo massimo concedibile fino a 100 mila euro per singola domanda, l’intero fondo di 10 milioni di euro rischia di essere assorbito da appena un centinaio di progetti.

Proprio per questo servono verifiche rigorose: occorre accertare che i costi preventivati per tecnologie avanzate — come intelligenza artificiale, droni, sensoristica e automazione — siano realmente congrui e necessari, evitando che poche realtà prosciughino le risorse a scapito della platea più vasta delle PMI abruzzesi.

La Regione chiarisca quante domande rientrano nella dotazione utile, quante resteranno congelate e se ci sia la reale volontà di rifinanziare la misura. Saremo al fianco di tutte le imprese che hanno investito credendo nella correttezza delle istituzioni.