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Firma per fermarli

Sanità in Abruzzo: il “modello” che costringe a scegliere tra portafoglio e salute

Ho partecipato recentemente a un approfondimento su TgMax (potete vedere il video completo qui sotto) per fare il punto su una situazione che, come addetto ai lavori e come rappresentante istituzionale, non posso più accettare in silenzio. Parliamo dell’ospedale “Renzetti” di Lanciano, ma il discorso vale per l’intera Asl 02 e per la regione.

Il video dell’intervento:

Un ospedale senza identità è un ospedale che chiude

Nel video spiego perché togliere o ridurre drasticamente la rianimazione a Lanciano non è una semplice “riorganizzazione”, ma un colpo mortale all’identità stessa del nostro ospedale. Senza rianimazione, viene meno il ruolo di DEA di primo livello: l’attività chirurgica si paralizza e un bacino di 150.000 abitanti resta senza un presidio fondamentale.

Si tagliano nastri su lavori fatti male o mai completati, mentre la realtà ci dice che si sta trasformando un ospedale per acuti in un “cronicario”. È una scelta politica precisa che dobbiamo fermare.

Il fallimento del “Modello Abruzzo”

Ci hanno parlato per anni di un modello Abruzzo invidiato da tutti. I numeri dicono il contrario:

  • 200 milioni di disavanzo tendenziale: un buco enorme che non si traduce in servizi migliori, ma in tagli.
  • Fuga per le cure: i cittadini della provincia di Chieti sono costretti a spostarsi fuori provincia o fuori regione anche per esami banali.
  • Rinuncia alle cure: secondo i dati GIMBE, 120.000 abruzzesi hanno smesso di curarsi perché non possono permetterselo.

Siamo arrivati al paradosso della “presa in carico” che si rivela una beffa: liste d’attesa infinite che si sbloccano magicamente solo se si mette mano alla carta di credito. Non è questo il futuro che vogliamo per la nostra terra.

“Firma per fermarli”: la nostra petizione

Proprio per questo, insieme a Sergio Furia e a tutto il Movimento 5 Stelle, abbiamo lanciato una mobilitazione per chiedere le dimissioni dell’assessore Nicoletta Verì e del manager Thomas Schael.

Non è una battaglia di parte, ma di dignità. Saremo presenti davanti agli ospedali di Vasto, Atessa, Gissi, Lanciano e Chieti. La politica ha paura dell’opinione pubblica quando questa è informata e unita: abbiamo bisogno della vostra firma per far capire alla Giunta Marsilio che la salute non ha colore politico e non può essere trattata come un costo da tagliare.

La sanità deve tornare a essere un diritto garantito dalla tessera sanitaria, non dal portafoglio.