Nomine in Sanità: trasparenza o spartizione? Ho chiesto l’accesso agli atti sulla direzione ASR.
La nomina del nuovo Direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR) non può e non deve essere un atto di fede o, peggio, una scelta chiusa nelle stanze della politica. Quando parliamo di chi deve guidare l’ente che programma la salute degli abruzzesi, la trasparenza non è un’opzione: è un obbligo di legge e un dovere morale.
Per questo motivo, ho presentato due distinte richieste di accesso agli atti rivolte al Dipartimento Sanità e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione della Regione Abruzzo. Vogliamo vedere chiaro sulla nomina di Maurizio Brucchi, voluta dal Presidente Marsilio.
Criteri di scelta e zone d’ombra
Non è una questione personale, ma di metodo. Il bando per la direzione dell’ASR ha visto la partecipazione di otto profili, molti dei quali con curricula di alto spessore tecnico e gestionale. Eppure, la scelta della Giunta è ricaduta su un profilo con un marcato passato politico.
Cosa chiediamo di verificare?
- La comparazione dei curricula: Su quali basi tecniche Brucchi è stato ritenuto più idoneo rispetto agli altri sette candidati?
- Inconferibilità e Incompatibilità: Sono stati rispettati tutti i passaggi previsti dalla normativa vigente per chi ha ricoperto ruoli politici o gestionali recenti nelle ASL?
- Coerenza dei requisiti: Abbiamo chiesto la documentazione relativa all’inserimento negli elenchi regionali degli idonei. È fondamentale verificare la permanenza e la coerenza dei requisiti dichiarati nel tempo.
La Sanità non è un ufficio di collocamento politico
Ancora una volta, assistiamo a un metodo di gestione delle cariche apicali che solleva troppi interrogativi. La sanità abruzzese, già fiaccata da liste d’attesa infinite e carenze di personale, non può permettersi “zone d’ombra” nelle figure di vertice.
I cittadini hanno il diritto di sapere se chi è chiamato a gestire il loro diritto alla salute sia stato scelto per merito o per appartenenza. Il permanere del nominativo del prescelto in più elenchi riferiti ad annualità differenti è un dettaglio tecnico che merita un controllo puntuale e rigoroso.
Un atto di garanzia istituzionale
Voglio essere chiaro: l’accesso agli atti non è un atto ostile, ma uno strumento ordinario di garanzia. Chi governa ha il dovere di essere una “casa di vetro”. Se le procedure sono state corrette, la Giunta non avrà difficoltà a esibire i documenti. Se invece emergeranno discrasie, sarà nostro compito denunciarle in ogni sede.
“Quando si tratta di incarichi apicali nella sanità pubblica non possono esistere zone d’ombra. La presenza del nominativo in più elenchi, riferiti ad annualità differenti, impone un controllo puntuale sulla permanenza e sulla coerenza dei requisiti richiesti. Il nostro è un dovere, prima ancora che un diritto. I cittadini abruzzesi hanno il diritto di sapere sulla base di quali criteri la politica sceglie figure chiamate a ricoprire ruoli così delicati. Ed è proprio su questo terreno che la Giunta continua a mostrare opacità e scarsa chiarezza nelle scelte. Vogliamo capire perché si è arrivati a questa nomina e se essa sia pienamente coerente con il quadro normativo e con i requisiti richiesti. La trasparenza non è un’opzione: è un obbligo”
La politica deve fare un passo indietro rispetto alla gestione tecnica della sanità. Continueremo a pretendere che i criteri di selezione siano oggettivi, pubblici e inattaccabili. Gli abruzzesi meritano i migliori professionisti, non i migliori fedelissimi.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee