Riserva del Borsacchio: la retromarcia di Marsilio. Vince la tutela del territorio sulla propaganda.
La vicenda della Riserva del Borsacchio segna oggi una tappa fondamentale, che mette la parola fine a una stagione di incertezza normativa e approssimazione legislativa. Dopo due anni di battaglie portate avanti dal Movimento 5 Stelle, la Giunta Marsilio è stata costretta a un dietrofront clamoroso: la tutela ambientale torna finalmente a estendersi sull’intera superficie originaria di 1.100 ettari, cancellando il tentativo di ridurla a soli 25 ettari.
Il “pasticcio” legislativo e la bocciatura del Governo
Tutto nasce dall’ormai noto emendamento “notturno” del 2023, che ha tentato di tagliare drasticamente il perimetro della Riserva senza alcuna base scientifica o procedurale. Quell’atto ha dato il via a un caos normativo senza precedenti:
- Nel 2024 la Regione ha provato a “mettere una pezza” rendendo la riduzione temporanea.
- Le regole di salvaguardia venivano applicate solo alla minima parte residua, lasciando il resto del territorio privo di protezione.
- Il risultato? Il Governo nazionale ha sconfessato la linea di Marsilio, imponendo il ripristino delle norme di tutela nazionali su tutta l’area.
Le conseguenze del caos: il caso dell’agricampeggio
Non si tratta solo di una disputa tecnica tra uffici. In questi due anni di vuoto normativo e “fumo negli occhi”, l’assenza di salvaguardia ha permesso l’avvio di interventi edilizi, come il caso dell’agricampeggio sorto proprio in aree che avrebbero dovuto essere protette.
Insieme alla collega Erika Alessandrini, abbiamo denunciato come questa gestione “rabberciata” della destra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) non solo abbia esposto la Regione a ricorsi al TAR e alla Corte Costituzionale — promossi da WWF e Guide del Borsacchio — ma abbia soprattutto tradito la missione principale dell’ente: salvaguardare il patrimonio naturale abruzzese.
Il nostro impegno per il futuro
La Regione ha il dovere di valorizzare le proprie peculiarità, consentendo usi del suolo consoni e sostenibili, non di abbandonare il territorio agli appetiti privati attraverso scorciatoie legislative.
Chiederemo conto in aula di questo pasticcio. La tutela dell’ambiente non è un ostacolo allo sviluppo, ma la base su cui costruire l’Abruzzo di domani. La “leale collaborazione” con il Ministero dell’Ambiente, invocata ieri da Marsilio, altro non è che la certificazione di un errore politico che non avrebbero mai dovuto commettere.
Per approfondire:
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee