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Un paziente con un pitbull al Pronto Soccorso di Avezzano

Col pitbull al Pronto Soccorso di Avezzano per l’attesa: la “cura” Marsilio-Verì porta al collasso

L’episodio del cittadino entrato nel Pronto Soccorso di Avezzano con un pitbull al guinzaglio, stremato da un’attesa interminabile, non è una semplice bravata. È l’ennesimo sintomo di un clima di esasperazione diffusa che sta travolgendo reparti di emergenza, pazienti e personale sanitario in tutta la Regione.

Quando le strutture pubbliche non riescono più a garantire risposte tempestive, la tensione sale inevitabilmente. Ma ridurre tutto a problemi d’ordine pubblico significa rifiutarsi di vedere la radice della crisi: zero programmazione, mere politiche di bilancio e un’incapacità cronica di introdurre elementi di innovazione.

Il fallimento della gestione regionale

La drammatica situazione dei Pronto Soccorso abruzzesi non nasce per caso. È il risultato diretto della linea politica portata avanti dal Presidente Marco Marsilio e dall’Assessore Nicoletta Verì:

  • Tagli e logiche di cassa: Si persegue il pareggio di bilancio comprimendo i servizi e tagliando sulle risorse essenziali.
  • Carenza organica di personale: Medici, infermieri e operatori sono costretti a sostenere carichi di lavoro massacranti per supplire alle carenze di organico.
  • Strutture al limite: I reparti di emergenza si trasformano troppo spesso in reparti di degenza improvvisati, con pazienti bloccati per ore o giorni in attesa di un posto letto.

Quando l’unica bussola della Sanità diventa la quadratura dei conti a scapito delle persone, la qualità dell’assistenza crolla e le strutture sanitarie diventano veri e propri contenitori di frustrazione.

Le proposte del M5S per cambiare rotta

Servono soluzioni strutturali immediati per restituire dignità ai pazienti e sicurezza a chi lavora in prima linea. Come Movimento 5 Stelle continuiamo a batterci in Consiglio regionale per un cambio di paradigma radicale:

  • Innovazione organizzativa: Rendere operativa l’istituzione dell’infermiere di processo, una figura fondamentale per snellire i flussi tra triage, OBI e ricoveri, riducendo i tempi morti.
  • Sblocco del personale: Programmare piani straordinari di reclutamento per coprire le carenze d’organico senza scaricare i turni estivi o le ferie sulle spalle di pochi operatori.
  • Rafforzamento della rete territoriale: Rendere davvero efficiente l’assistenza territoriale per evitare che i Pronto Soccorso restino l’unico punto di approdo per i bisogni di salute dei cittadini.

La sicurezza e l’assistenza non si garantiscono con gli annunci, ma mettendo risorse e competenze al servizio della collettività. La Giunta regionale prenda atto del fallimento del proprio modello e intervenga prima che la situazione precipiti definitivamente.