Postazioni 118 di San Salvo e Torrebruna/Carunchio: conti che non tornano. Chiesti la sospensione e l’intervento di ANAC e Ispettorato del Lavoro
Quando si affida un servizio di emergenza-urgenza 118 non si può partire dalla cifra che si decide a tavolino di spendere e pretese che qualcuno riesca comunque a garantire il servizio. Prima vengono le prestazioni sanitarie richieste, il personale necessario, i contratti collettivi, i mezzi e la sicurezza; soltanto dopo si determina il valore sostenibile dell’affidamento.
È per questo motivo che, come Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, abbiamo formalmente chiesto alla ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti la sospensione immediata e il riesame in autotutela della procedura per le postazioni 118 di San Salvo e Torrebruna/Carunchio. La documentazione è stata inoltre inviata al Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e all’ANAC.
Il contrasto nei numeri: un budget che copre solo il 39% dei costi reali
I dati messi a bando dalla ASL 02 evidenziano criticità immediate sotto il profilo economico e gestionale:
- Il budget previsto dalla ASL: Massimale di circa 18.492 euro al mese per San Salvo e 13.713 euro per Torrebruna/Carunchio, per un totale annuo di circa 386 mila euro.
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Il servizio richiesto: Due postazioni attive H24, 365 giorni l’anno, con infermiere e autista-soccorritore a bordo e oltre 114 mila chilometri annui stimati (pari a 35.040 ore-uomo di lavoro).
Applicando un benchmark prudenziale basato sul costo effettivo del lavoro e sui CCNL di categoria (27,92 €/h per l’infermiere e 22,99 €/h per l’autista), la sola spesa per il personale sfiora gli 892 mila euro l’anno. Aggiungendo l’acquisto e l’ammortamento dei mezzi, il carburante, le manutenzioni, la sanificazione e i chilometri da percorrere, il costo minimo reale per garantire il servizio si avvicina a un milione di euro l’anno.
La cifra stanziata dalla ASL 02 copre appena il 39% dei costi minimi stimati. Su quali basi economiche e con quale costo orario è stato calcolato questo bando?
I rischi per le aree interne e le criticità già vissute
Un’impostazione economica di questo tipo genera due possibili scenari, entrambi estremamente rischiosi:
- Gara deserta: Nessun operatore partecipa perché il servizio non è sostenibile.
- Servizio a rischio: Chi si aggiudica la gara rischia di incontrare enormi difficoltà nel reperire il personale, coprire le turnazioni o garantire la qualità dei mezzi.
Le criticità nelle postazioni del 118 di San Salvo e Torrebruna si sono già palesate di recente. Durante la vicenda dell’associazione Valtrigno, la ASL è dovuta intervenire attingendo a propri infermieri dai Pronto Soccorso e dalle Rianimazioni di Vasto per coprire i turni e scongiurare l’interruzione del servizio.
Ripetere lo stesso errore nelle aree interne — dove le distanze dagli ospedali e i tempi di percorrenza sono maggiori — significa indebolire la rete di soccorso proprio dove c’è più bisogno di tempestività e stabilità.
La tutela del lavoro e della salute pubblica
Con la segnalazione ad ANAC e Ispettorato del Lavoro intendiamo tutelare due aspetti fondamentali:
- Dignità dei lavoratori: Garantire l’applicazione dei contratti collettivi, la giusta retribuzione e condizioni di lavoro sicure.
- Sicurezza dei cittadini: Far sì che chi chiama il 118 possa contare su mezzi efficienti e personale qualificato.
Risparmiare sulla carta per poi ritrovarsi con una postazione scoperta non significa fare un’oculata gestione finanziaria: è semplicemente un’errata programmazione sanitaria. Pretendiamo risposte trasparenti dall’Azienda e il ripristino di basi economiche sostenibili a tutela della salute degli abruzzesi.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee