Sanità: l’Abruzzo unito per gli infermieri. Approvata all’unanimità la mia risoluzione per l’area contrattuale autonoma
Un risultato straordinario e di profonda responsabilità politica ha segnato la giornata di ieri all’Aquila. La Quinta Commissione del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione a mia prima firma per chiedere l’istituzione, all’interno del contratto nazionale collettivo della sanità, di una specifica area contrattuale autonoma per la professione infermieristica.
L’aspetto ancora più significativo è che tutti i consiglieri regionali, superando ogni steccato tra maggioranza e opposizione, hanno deciso di sottoscrivere il testo. Quando si parla del futuro della sanità pubblica e della valorizzazione di chi la tiene in piedi ogni giorno, la politica deve saper parlare con una sola voce. Ringrazio sinceramente tutti i colleghi per aver condiviso questa battaglia di civiltà.
Un’evoluzione professionale mai riconosciuta nei contratti
Negli ultimi trent’anni la figura dell’infermiere è cambiata radicalmente. Competenze, responsabilità, autonomia professionale e livelli di specializzazione sono cresciuti enormemente. Sono nati percorsi accademici dedicati, lauree magistrali, master clinici e funzioni di coordinamento avanzate.
Eppure, a fronte di questo straordinario percorso di crescita, il sistema contrattuale è rimasto fermo al palo, non riconoscendo il reale valore di questa categoria.
La risoluzione approvata impegna formalmente la Regione Abruzzo a farsi promotrice presso il Governo, il Parlamento, l’ARAN e la Conferenza delle Regioni di questa svolta contrattuale. Non solo: il testo pone l’accento sulla necessità di aprire finalmente un confronto nazionale sul superamento degli attuali limiti alla libera professione per gli infermieri al di fuori dell’orario di servizio, tutelando sempre le esigenze del settore pubblico.
Senza infermieri non c’è futuro per la sanità pubblica
Valorizzare questa professione non è una semplice rivendicazione sindacale, ma una necessità vitale per il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale. L’Italia soffre di una drammatica carenza di personale infermieristico rispetto alla media europea. Le iscrizioni ai corsi di laurea sono in calo e troppi giovani professionisti scelgono di fuggire all’estero, attratti da condizioni lavorative e salariali nettamente migliori.
Se non rendiamo questa professione nuovamente attrattiva, se non restituiamo dignità e giusto riconoscimento economico a chi cura le persone, rischiamo il collasso del sistema di assistenza nei prossimi anni.
L’Abruzzo ha inviato a Roma un segnale forte, chiaro e trasversale. Ora la palla passa al Governo nazionale. Ci aspettiamo che raccolga tempestivamente questa richiesta e si attivi per tradurre il consenso istituzionale in atti concreti, nell’interesse degli operatori, della sicurezza delle cure e della salute di tutti i cittadini.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee