ARAP al collasso: Marsilio si sveglia dopo 7 anni? Il problema è la politica, non i lavoratori
Dopo quasi sette anni al governo dell’Abruzzo, il Presidente Marsilio scopre improvvisamente che i conti dell’ARAP (Azienda Regionale per le Attività Produttive) non tornano. Ma la sua soluzione è la più vecchia del mondo: dare la colpa ai costi del personale.
Insieme alla collega Erika Alessandrini, abbiamo deciso di fare chiarezza su una gestione che appare ogni giorno più paradossale.
Il paradosso del “Controllore che non controlla”
È quantomeno singolare che Marsilio, al potere dal 2019, parli solo oggi di “stretta sui costi”. In questi anni, dov’era la vigilanza della Regione?
L’ARAP è un ente con oltre cento dipendenti che chiude i conti con un utile ridicolo (appena 24 mila euro) e che spesso ha dovuto bussare alle banche per riuscire a pagare gli stipendi. Senza considerare i 14 milioni di euro di debiti con il fisco.
La domanda è semplice: se il sistema non ha prodotto risultati, la colpa è di chi lavora o di chi ha dettato la linea politica e non ha vigilato?
Fiere, feste e sedi in affitto: dove finiscono i soldi?
Mentre si invoca il rigore sul personale, la realtà dei fatti racconta un’altra storia:
- Eventi e Fiere: ARAP è stata usata spesso per finanziare manifestazioni ed eventi che con lo sviluppo industriale hanno ben poco a che fare. Si spendono risorse pubbliche per “fare festa” mentre i conti dell’ente sanguinano.
- Sedi distanti: L’ente viene gestito da Cepagatti, in una sede in affitto, lontano dai cuori pulsanti dell’industria abruzzese come Atessa e San Salvo.
- Progressioni “lampo”: Negli ultimi anni, nonostante la crisi, si è continuato ad assumere e a procedere con scatti di carriera rapidissimi.
Il “buco” dei 32 milioni
L’ente è commissariato dall’ottobre 2024. Cosa è stato fatto in questi mesi per recuperare i 32 milioni di euro di crediti indicati come priorità? Sono soldi esigibili o rischiano di diventare l’ennesimo buco nero nel bilancio regionale?
| Narrazione di Marsilio | Realtà M5S |
| “Colpa dei costi del personale” | Gestione politica fallimentare |
| “Serve una stretta oggi” | Vigilanza assente dal 2019 |
| “Dobbiamo tagliare” | Soldi spesi in sagre e fiere |
La nostra posizione
Non permetteremo che si scarichino le colpe sui lavoratori per coprire un “delitto perfetto” politico. Prima di parlare di tagli, vogliamo vedere i dati: analizzeremo l’andamento della spesa dal 2019 a oggi per capire quali scelte sono state compiute e da chi.
«Quando un ente pubblico fatica a pagare gli stipendi ma continua a finanziare iniziative promozionali, il problema non è tecnico: è politico. Marsilio ha governato per sette anni, smetta di fare finta di essere appena arrivato».
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee