Caos CUP: La narrazione fantasiosa dell’Assessore Verì crolla in Commissione Vigilanza
Le rassicurazioni della Giunta regionale sul futuro dei lavoratori del call center CUP erano solo parole al vento. Quello che è emerso nell’ultima Commissione Vigilanza [00:33] è un quadro desolante: un rimpallo di responsabilità che mette a rischio 10 famiglie e impoverisce i servizi sanitari della provincia di Chieti.
Promesse tradite e lavoratori in viaggio
Per anni, gli operatori del CUP di Treglio hanno garantito un servizio fondamentale per i cittadini abruzzesi. Con il nuovo appalto, però, il servizio è stato trasferito a Teramo [00:39].
L’impegno preso solennemente dall’Assessora Verì davanti ai sindacati era chiaro: i lavoratori residenti nel chietino e nel pescarese sarebbero stati ricollocati nelle ASL di prossimità (5 a Pescara e 5 a Chieti) per evitare loro trasferte insostenibili [01:47].
Cosa abbiamo scoperto in audizione? La direzione strategica della ASL di Pescara ha smentito categoricamente: non è mai stato preso alcun impegno formale per il ricollocamento di quel personale [02:11]. In sintesi: l’Assessora ha venduto una soluzione che non esisteva.
Un danno al territorio e al “Know-how”
Non è solo una questione di chilometri e disagi personali. Spostare o costringere alle dimissioni operatori esperti significa perdere anni di competenza e professionalità nel gestire le prenotazioni sanitarie [02:34].
- 3 lavoratori hanno già dovuto rinunciare perché impossibilitati a raggiungere Teramo [02:04].
- 10 famiglie oggi vivono nell’incertezza, continuando a viaggiare senza garanzie per il futuro.
La nostra battaglia in Consiglio
Abbiamo portato questo tema in Commissione Vigilanza proprio per smascherare le bugie del governo regionale. Non accettiamo che una “logica incomprensibile” smantelli presidi lavorativi storici nel chietino per accentrare tutto altrove, senza un piano di tutela per chi ha servito la sanità pubblica per anni [02:42].
Cosa chiediamo con forza:
- Verità: La Regione deve smetterla con la propaganda e dire chiaramente perché gli accordi di ricollocamento sono saltati.
- Soluzioni immediate: Le ASL di Chieti e Pescara devono sedersi a un tavolo serio per assorbire queste professionalità, salvaguardando l’occupazione locale.
- Efficienza: Il CUP deve funzionare per i cittadini, e non può farlo se chi ci lavora è demotivato o costretto a dimettersi per disperazione logistica.
«La sanità non è fatta solo di mura, ma di persone. Umiliare i lavoratori del CUP significa colpire l’anello di congiunzione tra l’ospedale e il cittadino. Non faremo un passo indietro finché ogni singolo operatore non avrà la tutela che gli è stata promessa».
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee