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Assistenza Domiciliare (ADI): la ASL 02 non paga e cambia le regole

Assistenza Domiciliare (ADI): la ASL 02 non paga e cambia le regole. Operatori e malati a rischio

L’emergenza invisibile nelle case degli abruzzesi

Da mesi, nel silenzio generale della Regione, si sta consumando un’ingiustizia ai danni degli operatori dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) che lavorano per la ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti. Parliamo di professionisti che entrano ogni giorno nelle case dei cittadini più fragili per garantire cure essenziali.

Eppure, da maggio scorso, questi operatori non ricevono i pagamenti per le prestazioni effettuate. Una situazione inaccettabile che sta mettendo in ginocchio chi garantisce un servizio pubblico fondamentale e, di riflesso, mette a rischio la continuità delle cure per migliaia di pazienti.

Il “trucco” della trattenuta: un colpo basso agli operatori

Non solo la ASL non paga, ma ha deciso unilateralmente di cambiare le carte in tavola. In totale contrasto con il Capitolato tecnico regionale, la ASL 02 ha introdotto una trattenuta del 30% sulle somme dovute.

Le regole sono chiare: la fatturazione deve essere mensile sulla base delle prestazioni erogate. Imporre una ritenuta così alta significa costringere gli operatori ad anticipare stipendi, contributi, carburante e presidi sanitari, dovendo spesso ricorrere a prestiti bancari e pagando di tasca propria gli interessi.

Un Abruzzo a due velocità: la ASL 02 penalizza il territorio

La cosa più incredibile è che questa situazione non riguarda tutto l’Abruzzo, ma sembra un’accanimento specifico della gestione chietina. Mentre a Teramo e Pescara si procede correttamente, la ASL 02 impone condizioni peggiorative che creano disparità inaccettabili tra i lavoratori e tra i cittadini che ricevono le cure.

Ente Sanitario Prassi di Pagamento Trattenuta applicata
ASL Teramo e Pescara Acconto del 90% 10% (a saldo)
ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti In ritardo da maggio 30% (arbitraria)

La nostra battaglia: stop all’approssimazione

Mentre la Direzione aziendale resta in silenzio, il rischio di una sospensione del servizio è reale. Non è accettabile che l’incapacità amministrativa di chi gestisce la ASL venga scaricata sulle spalle dei lavoratori e dei pazienti cronici.

«Ho già segnalato formalmente la questione e non mi fermerò finché la ASL 02 non rispetterà le regole. Devono adeguarsi immediatamente alle prassi regionali e liquidare le somme dovute. La rete dell’ADI è un bene prezioso che va tutelato, non sabotato con una gestione approssimativa e vessatoria».