Centrale 118 Chieti-Pescara: il grande bluff della Giunta Marsilio. Di “Unico” c’è solo il nome
Una scatola vuota pagata a caro prezzo
Hanno raccontato agli abruzzesi la nascita di una “Centrale Unica 118” per le province di Chieti e Pescara, promettendo efficienza e integrazione. La realtà, però, è un fantasma: una struttura unificata solo sulla carta, ma che nella pratica resta divisa in due modelli e due catene di comando che procedono ognuna per conto proprio.
Siamo davanti a un progetto che non esiste, smentito dai fatti. Di “unico”, oggi, è rimasto soltanto il nome e il peso economico che grava sulle casse regionali.
L’affitto milionario e l’aiuto a SAGA
Uno degli aspetti più opachi di questa vicenda riguarda la sede. È stata affittata una struttura per la cifra di 1,6 milioni di euro in vent’anni, rimasta vuota per anni e resa funzionale solo dopo ulteriori investimenti.
A chi ha giovato davvero questa operazione? Ai cittadini che aspettano l’ambulanza o alla SAGA che, al momento della firma del contratto, versava in gravi difficoltà economiche? Mentre si spendono milioni per affitti e scatole vuote, il servizio di emergenza-urgenza resta in un limbo organizzativo pericoloso.
Pescara corre, Chieti arranca: dov’è l’integrazione?
La recente inaugurazione della rete 118 a Pescara, celebrata con la solita pompa magna, è la prova definitiva del fallimento dell’unificazione. Pescara ha inaugurato un modello totalmente autonomo il 1° novembre, con nuove tecnologie e 11 ambulanze di ultima generazione. Nel frattempo, Chieti procede per la sua strada e cerca di nominare un proprio Direttore.
Il risultato della “Riorganizzazione” Marsilio-Verì:
- Duplicazione dei costi: Due strutture invece di una.
- Caos Istituzionale: Mancanza di una catena di comando chiara.
- Spreco di risorse: Milioni spesi per affitti di locali inutilizzati per anni.
| Promessa della Giunta | Realtà dei fatti |
| Centrale Unica 118 | Due centrali divise e autonome |
| Efficienza logistica | Caos e mancanza di visione unitaria |
| Risparmio economico | Affitto da 1,6 mln € e costi duplicati |
| Potenziamento servizio | Operatori in difficoltà e incertezza |
Basta alibi: dopo sette anni la colpa è vostra
L’Assessore Verì continua a usare il solito specchietto per le allodole: dare la colpa a chi c’era prima. È una scusa stucchevole che non può più reggere dopo sette anni di governo. Una centrale operativa non è un call center, come sembrano pensare in Regione, ma è il cuore pulsante del soccorso territoriale.
«Basta annunci, basta tagli di nastri che mascherano l’incapacità politica. Quello della Centrale Unica è un grande bluff, fumo negli occhi degli abruzzesi. Dietro la retorica dell’autocompiacimento c’è un sistema che arretra e cittadini lasciati senza tutele. Chiediamo serietà: si assumano la responsabilità delle loro scelte e diano agli operatori percorsi chiari e condivisi».
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