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Cucina del “Renzetti” chiusa dai NAS: la salute dei pazienti non è un gioco di responsabilità

Cucina del “Renzetti” chiusa dai NAS: la salute dei pazienti non è un gioco di responsabilità.

La notizia della chiusura della cucina dell’ospedale “Renzetti” di Lanciano da parte dei NAS per gravi carenze igienico-sanitarie è un fatto di una gravità estrema che non può essere liquidato con il solito rimpallo di responsabilità tra politica, azienda sanitaria e ditte fornitrici.

Dopo aver visionato i primi verbali dei NAS e del Sian, la situazione che emerge appare persino peggiore di quanto immaginato. Parliamo di condizioni che definire surreali è poco, in un luogo dove si dovrebbe garantire la massima igiene per persone già fragili e malate.

Accesso agli atti: vogliamo chiarezza sulle responsabilità

Insieme al collega Silvio Paolucci, ho presentato una richiesta ufficiale di accesso agli atti. Vogliamo leggere ogni riga di quei verbali per capire esattamente cosa non abbia funzionato. È in corso un tentativo di scaricabarile: l’ASL punta il dito contro chi eroga il servizio, chi eroga il servizio si difende parlando di manutenzione degli ambienti. Ma c’è un punto fermo: se si cucina in ambienti indecorosi, significa che i protocolli di controllo sono falliti totalmente.

Il fallimento delle esternalizzazioni selvagge

Questa vicenda è la dimostrazione plastica di ciò che denunciamo da anni: la politica del “taglia e appalta” ha fallito. Quando si esternalizzano servizi così delicati e strategici come la preparazione dei pasti ospedalieri, l’unico obiettivo della Regione e delle ASL non può essere il risparmio economico.

  • Qualità vs Costo: Bisogna guardare alla qualità dei servizi e, soprattutto, esercitare un controllo costante e rigoroso su chi vince le gare.
  • Il ruolo della politica: Chi governa la sanità abruzzese ha il dovere di vigilare. Non si può scoprire lo stato di degrado di una cucina ospedaliera solo grazie all’intervento dei Carabinieri.

Il nostro impegno

Non ci fermeremo finché non avremo individuato chi doveva controllare e non lo ha fatto. La collettività e i cittadini di Lanciano meritano rispetto e una sanità che si occupi della loro salute a 360 gradi, a partire da ciò che mangiano durante il ricovero.

Ripristinare il decoro e la sicurezza al “Renzetti” non è solo un atto dovuto, è una battaglia di civiltà che porteremo avanti in ogni sede istituzionale.


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