Direttiva Bolkestein e spiagge abruzzesi: serve serietà scientifica, non forzature ideologiche sulla pelle di comuni e cittadini
La discussione in Commissione Bilancio sulla proposta di legge del centrodestra per fermare le aste delle concessioni balneari è iniziata. Parliamo di una norma che si propone di incidere direttamente sugli effetti di una direttiva europea complessa, e proprio per questo il tema merita la massima serietà, approfondimento e nessuna forzatura propagandistica.
Come Movimento 5 Stelle affronteremo questo percorso con un ascolto attento di tutti i soggetti che saranno auditi nelle prossime settimane: dalle associazioni di categoria alle organizzazioni dei consumatori. Si tratta di una materia estremamente delicata, che coinvolge imprese, lavoratori, cittadini e il diritto fondamentale di accesso a un bene pubblico prezioso come la spiaggia.
Il nodo della “scarsità della risorsa”: perché la scala regionale non funziona
Il cuore della proposta della maggioranza ruota attorno al concetto di “scarsità della risorsa”. L’obiettivo della destra è dimostrare che in Abruzzo c’è ancora così tanta spiaggia libera da far decadere il presupposto europeo della scarsità, bloccando di fatto l’obbligo delle aste.
Tuttavia, c’è un errore metodologico di fondo che rischia di rendere la legge debole e facilmente impugnabile, come già avvenuto in passato:
- La diversità del nostro litorale: Impostare la verifica della disponibilità delle spiagge esclusivamente su scala regionale è profondamente sbagliato. Mettere insieme l’intera costa abruzzese nasconde realtà locali completamente diverse tra loro.
- Comuni saturi e Comuni liberi: Ci sono territori comunali che hanno ancora ampie disponibilità di aree costiere e altri che, al contrario, hanno già raggiunto livelli di saturazione molto elevati.
Per questa ragione, la valutazione sulla disponibilità delle spiagge libere deve essere condotta territorio per territorio, partendo dai dati reali di ogni singolo Comune. Bisogna lasciare ai Comuni la possibilità di valutare la propria situazione locale e scegliere, sulla base di dati oggettivi e verificabili, se ricorrono le condizioni per eventuali proroghe o se sia invece necessario procedere con procedure ad evidenza pubblica.
Bilanciare i diritti dei cittadini e le esigenze delle imprese
Nelle prossime audizioni sarà fondamentale approfondire non solo i dati tecnici della mappatura, ma anche la qualità e l’effettiva erogazione dei servizi offerti. Non possiamo permetterci di tralasciare la tutela della concorrenza, il diritto dei cittadini a fruire liberamente del demanio marittimo e, al contempo, le legittime esigenze degli imprenditori della balneazione che negli anni hanno investito sul territorio.
Non abbiamo bisogno di bandiere ideologiche o di promesse elettorali destinate a infrangersi contro i rilievi di incostituzionalità. Abbiamo bisogno di una pianificazione seria, scientifica e basata sulla reale specificità di ogni comune costiero abruzzese. Noi lavoreremo in Commissione solo in questa direzione, per dare certezze reali a chi lavora e garantire un accesso equo e pubblico alle nostre spiagge.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee