Non possono essere i dirigenti a pagare il fallimento della politica
In Abruzzo si continua a cambiare e ricambiare ai vertici del Dipartimento Sanità senza che vi siano soluzioni reali.Ha fallito su tutti i fronti: dal territorio, dove la medicina di prossimità è ancora una chimera, alla rete ospedaliera mai realizzata, fino alla prevenzione, su cui stenderei un velo pietoso. La verità è che l’unico vero assessore alla Sanità in Abruzzo è Marsilio, che si muove in doppia veste di presidente e assessore, mentre la Verì si limita a metterci la faccia.
Sul piano economico la situazione non è meno allarmante: Il 2025 presenterà un conto ancora più salato del 2024, nonostante i piani di rientro, i tagli lineari e il blocco delle assunzioni. Il disavanzo aumenterà e i cittadini vedranno ridursi ulteriormente i servizi. La Giunta non ha mai avuto un piano serio per risanare i conti della sanità, ma si è limitata a slogan e rassicurazioni. Oggi gli esponenti del centrodestra continuano a dire “andrà tutto bene”, ma a me sembrano sempre di più come chi si affaccia al balcone intonando l’inno nazionale per nascondere il rumore del naufragio. Forse questa maggioranza è più interessata a utilizzare le risorse delle maggiori entrate non per la salute, come previsto dalla legge, ma per feste e fiere, così come ha governato fino ad oggi.
La responsabilità di questo disastro è sempre politica, mai dei direttori o dei dirigenti, che si limitano a fare quello che chiede la maggioranza. E quando qualcuno si mette di traverso per rispettare le norme o applicare i vincoli imposti dallo Stato, viene puntualmente silurato, fatto fuori, come sta accadendo e come è già accaduto negli ultimi anni. È un copione che si ripete, e che certifica l’incapacità di questa maggioranza di governare il settore più delicato della nostra Regione.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee