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Trasporto dializzati nella ASL 02: il risparmio sulla pelle dei pazienti fragili

Trasporto dializzati nella ASL 02: il risparmio sulla pelle dei pazienti fragili

Partire alle quattro del mattino, fare il giro dei comuni delle aree interne per raccogliere altri pazienti, arrivare al centro dialisi alle sette e mezza, sottoporsi a tre o quattro ore di trattamento e poi affrontare lo stesso estenuante viaggio di ritorno per rientrare a casa soltanto nel tardo pomeriggio.

Non è uno scenario ipotetico, ma il futuro concreto che rischia di attendere i pazienti dializzati della provincia di Chieti alla luce della nuova gara d’appalto bandita dalla ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti. Una scelta organizzativa che sembra trattare le persone come mere consegne logistiche, sacrificando la dignità, la sicurezza e la salute sull’altare del taglio dei costi.

I numeri del taglio: -58% di risorse per il servizio

Per comprendere la portata di quanto sta accadendo basta guardare i dati economici e tecnici dell’appalto:

  • Risorse finanziarie: Si passa dagli attuali 1,89 milioni di euro all’anno a circa 788 mila euro. Un taglio drastico del 58,3% (oltre 1,1 milioni di euro in meno ogni anno).
  • Percorrenze chilometriche: I chilometri stimati scendono da oltre 1,5 milioni a circa 524 mila all’anno, con una riduzione del 65,4%.

Un ridimensionamento di questa portata non è un semplice “efficientamento”: significa voler abbattere i costi concentrando fino a otto pazienti su un singolo pulmino, trasformando i trasferimenti individuali in veri e propri viaggi collettivi di linea.

La dialisi non è una passeggiata. È un trattamento invasivo che lascia le persone in forte stato di fragilità, esposte a ipotensione, astenia, crampi o sanguinamenti. Un paziente che ha appena terminato una seduta non può restare ore a bordo di un mezzo o attendere i tempi di recupero degli altri viaggiatori prima di poter tornare a casa.

La geografia delle aree interne e le criticità cliniche

Se si applica questo modello alla conformazione della provincia di Chieti, l’assurdo diventa subito evidente. Per garantire l’arrivo alle 7:30 al centro dialisi a un cittadino che vive a Montazzoli, Schiavi di Abruzzo, Quadri o Torricella Peligna, il primo prelievo a domicilio dovrà avvenire attorno alle 4:00 del mattino.

A questo si aggiungono interrogativi clinici ed operativi fondamentali che negli atti di gara non trovano risposta:

  • Nessun tempo massimo di permanenza a bordo o di attesa post-trattamento fissato con rigidità.
  • Nessun protocollo chiaro in caso di malore: Se uno degli otto passeggeri si sente male su un mezzo non sanitario, l’autista dovrà accostare e chiamare il 112, bloccando l’intero gruppo a bordo in attesa dell’ambulanza.
  • Una commissione di gara senza medici: La commissione giudicatrice nominata dalla ASL è composta da due ingegneri e un profilo amministrativo. Pur senza contestarne la legittimità formale, ci chiediamo: chi valuterà la compatibilità clinica dei percorsi e l’appropriatezza assistenziale delle offerte?

Un finto risparmio che rischia di costare caro

Oltre all’impatto sociale ed umano, esiste un forte rischio economico per la stessa azienda sanitaria. Se il modello cumulativo dovesse rivelarsi inapplicabile sul campo, la ASL si troverebbe costretta a correre ai ripari con integrazioni di mezzi e affidamenti d’urgenza. Il presunto risparmio di oggi si dissolverebbe domani, con il risultato di spendere di più per offrire un servizio nettamente peggiore.

Come Movimento 5 Stelle chiediamo alla ASL 02 di fermarsi e fare chiarezza prima di procedere all’aggiudicazione:

  1. Rendere pubbliche le simulazioni dei percorsi e dei tempi di viaggio, comune per comune.
  2. Dimostrare il coinvolgimento dei centri dialisi nella progettazione dei flussi.
  3. Chiarire le procedure di emergenza e la tutela delle fragilità cliniche.

Nei sistemi sanitari virtuosi è il servizio che si adatta alle esigenze del paziente, non il paziente fragile che deve piegarsi alle esigenze di cassa del servizio. La tutela della persona deve tornare a essere il primo criterio di ogni scelta programmatica.