Sanità in Abruzzo: persino la maggioranza si accorge del caos. Dove sono i protocolli previsti?
In Abruzzo siamo all’assurdo: non lo diciamo solo noi dell’opposizione, ora lo ammette implicitamente anche la maggioranza. Quello che è accaduto nell’ultima Commissione Salute è la conferma del fallimento organizzativo della Giunta Marsilio e dell’assessora Verì.
Una “resa” che arriva dal centrodestra
La consigliera regionale Carla Mannetti ha presentato un progetto di legge per cercare di dare, finalmente, un modello unico regionale ai servizi di emergenza e urgenza (118, Pronto Soccorso, aree di osservazione breve). Perché è necessario? Perché oggi le nostre quattro ASL viaggiano a velocità diverse, con organizzazioni differenti e percorsi frammentati .
Il risultato? Un cittadino che si trova a Chieti riceve un’assistenza diversa da chi si trova a Teramo o a L’Aquila. È un’improvvisazione che non possiamo più tollerare su un settore così delicato.
Il paradosso: Rete del 2023, Atti del 2017
Durante le audizioni è emerso un dato che definire imbarazzante è poco:
- Abbiamo una Rete Ospedaliera approvata nel 2023 che ancora non vede la luce;
- Gli Atti Aziendali (ovvero i documenti con cui le ASL dovrebbero attuare le direttive della Regione) sono fermi al 2017
Siamo davanti a un corto circuito burocratico: la Giunta annuncia grandi riforme sulla carta, ma le ASL operano ancora con schemi vecchi di quasi dieci anni. In mezzo a questo vuoto gestionale ci sono i medici che lavorano senza strumenti chiari e i cittadini che pagano sulla propria pelle la mancanza di una visione unitaria.
Le nostre domande all’Assessora Verì
La nostra posizione è chiara: servono protocolli univoci e modelli assistenziali validi per tutta la regione. Ogni abruzzese, ovunque si trovi, deve potersi riconoscere in un percorso di cura certo e sicuro.
All’assessora Verì chiediamo da tempo: quando arriverà il momento di tracciare modelli organizzativi seri? Lo promette dalla scorsa legislatura, ma oggi la situazione appare più disorganizzata che mai.
«La sanità non si governa con gli slogan o con le leggi “toppa” presentate all’ultimo minuto dalla maggioranza per rimediare ai propri errori. Serve programmazione, trasparenza e il coraggio di ammettere che questo modello non funziona».
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee