Sanità in Abruzzo: riforme senza bussola. Perché la gestione Marsilio sta fallendo.
Nelle commissioni del Consiglio regionale sta andando in scena l’ennesimo scontro sulla gestione della nostra sanità. Al centro del dibattito c’è un progetto di legge della maggioranza che punta a riorganizzare la medicina d’emergenza-urgenza nelle nostre ASL. Sembrerebbe un’iniziativa lodevole, se non fosse che nasconde una contraddizione politica e amministrativa enorme, che non posso ignorare.
Stiamo parlando di dipartimenti vitali per il territorio: il 118, i Pronto Soccorso, i blocchi operatori. Sono le frontiere dove si salva la vita dei cittadini. Eppure, la destra pretende di riorganizzare questi servizi “omogeneizzandoli” quando, ancora oggi, l’Abruzzo non ha una Rete Ospedaliera approvata né gli Atti Aziendali delle singole ASL.
Un commissariamento di fatto
La realtà è che la gestione dell’assessore Verì è stata, nei fatti, “commissariata” due volte: prima dal Ministero e poi, paradossalmente, dai suoi stessi colleghi di maggioranza che provano a tappare i buchi con leggi spot. È l’ammissione di un fallimento.
Siamo di fronte a una programmazione che naviga a vista. Mentre si annunciano grandi riforme, il Programma Operativo Regionale prevede il pareggio di bilancio nel settore solo entro il 2028. Questo significa altri due anni di tagli, di incertezze e di servizi che non funzionano, tutto sulla pelle degli abruzzesi.
La nostra posizione: prima i fatti, poi gli annunci
Come Movimento 5 Stelle, la nostra critica è chiara: non si può costruire il tetto se mancano le fondamenta.
- Come si può pensare di riorganizzare l’emergenza-urgenza senza sapere come sarà articolata la rete dei nostri ospedali?
- Come si può parlare di efficienza quando mancano gli strumenti gestionali di base nelle ASL?
La verità è che questa maggioranza preferisce cambiare le etichette per non affrontare il problema alla radice: una cronica mancanza di personale, infrastrutture inadeguate e un buco di bilancio che viene gestito con la calcolatrice e non con il termometro delle necessità dei pazienti.
La mia battaglia in Consiglio continua. Non accetteremo riforme di facciata che servono solo a coprire le crepe di una gestione fallimentare. La sanità ha bisogno di serietà, trasparenza e, soprattutto, di una visione che metta il cittadino — e non il pareggio di bilancio a ogni costo — al centro del sistema.
Per approfondire:
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee