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Riserva del Borsacchio: due anni di immobilismo per difendere l’indifendibile

Riserva del Borsacchio: due anni di immobilismo per difendere l’indifendibile

La farsa della “leale collaborazione”

Dopo due anni di silenzio e incertezza, il Consiglio regionale è tornato a discutere della Riserva del Borsacchio. La montagna, però, ha partorito il classico topolino. La destra di Marsilio ha scelto di non rimediare alla forzatura operata nel 2023, quando con un emendamento notturno ridusse l’area protetta da 1.100 ettari a soli 25.

La legge approvata ieri non ci soddisfa. Il punto di partenza resta una perimetrazione sbagliata, priva di basi scientifiche e di confronto con i territori. La maggioranza ha aggiunto la parola “provvisoriamente” al testo solo per evitare l’impugnativa del Ministero, ma la sostanza non cambia: è un’altra perdita di tempo.

«Quella che la destra continua a chiamare “leale collaborazione” con lo Stato si è tradotta in due anni di immobilismo utili solo a non ammettere un errore. Non è una soluzione, è un modo per rinviare ancora ogni decisione sostanziale.»

— Francesco Taglieri

La nostra proposta: legalità e buonsenso

In Consiglio abbiamo avanzato una proposta lineare e responsabile per uscire da questo vicolo cieco. Una proposta che la maggioranza ha respinto senza fornire alcuna motivazione tecnica.

Il nostro piano per la Riserva:

  1. Ritorno immediato alla perimetrazione originaria (1.100 ettari).
  2. Approvazione del Piano di Assetto Naturalistico (PAN), già pronto e costato alla collettività 250.000 euro.
  3. Eventuale revisione successiva, ma seguendo la legge: criteri scientifici, partecipazione dei Comuni, delle associazioni e dei cittadini.

Invece, la Giunta preferisce ignorare persino la propria Commissione Paesaggio, che ha individuato un’area di interesse ben più ampia di quella difesa (inspiegabilmente) dalla destra.

Uno schiaffo ai cittadini e ai volontari

Ieri, davanti al Consiglio regionale, c’erano le associazioni ambientaliste, le guide del Borsacchio e i volontari. C’era un territorio che chiede rispetto. Persino il Comune di Roseto ha chiesto all’unanimità di tornare alla perimetrazione originaria per non disperdere vent’anni di lavoro.

Cosa perdiamo con la scelta della Destra Cosa avremmo con la nostra proposta
Investimento PAN: 250.000€ di fondi pubblici sprecati. Salvaguardia di 20 anni di pianificazione.
Ambiente: Solo 25 ettari protetti (un giardino). 1.100 ettari di biodiversità tutelata.
Metodo: Decisioni arbitrarie e notturne. Percorso scientifico e partecipato.

Il nostro impegno non si ferma

La Riserva del Borsacchio è un bene comune, non un terreno di scontro ideologico per coprire gli errori di un emendamento scritto male e pensato peggio.

«Nessuno è contrario a una verifica seria della perimetrazione, ma questa deve partire da un quadro legittimo. La destra ha scelto di restare ancorata a una decisione arbitraria. Noi continueremo a batterci affinché il percorso rientri nell’alveo della legalità e della competenza.»