Home | Pensieri | Caccia, il disegno di legge della Destra mette la fauna sotto assedio

Caccia, il disegno di legge della Destra mette la fauna sotto assedio

Caccia, il disegno di legge della Destra mette la fauna sotto assedio: l’Abruzzo difenda il suo patrimonio naturale

La destra compie un altro gravissimo passo nella direzione sbagliata. Con l’approvazione al Senato del disegno di legge sulla caccia (il DDL AS 1552), che ora passa alla Camera, assistiamo a un tentativo sfacciato di piegare la tutela della biodiversità alle richieste delle lobby venatorie. Meno protezione per gli animali, più spazio ai fucili e maglie incredibilmente più larghe per l’attività venatoria.

Insieme alla collega Erika Alessandrini lo diciamo chiaramente: questa non è una riforma equilibrata. È una deregolamentazione pericolosa che rischia di trasformare la fauna selvatica, che è patrimonio indisponibile dello Stato, in un bersaglio mobile.

Cosa prevede il DDL e perché ci preoccupa

Il testo va a modificare nel profondo la legge quadro nazionale (la n. 157 del 1992), intervenendo su aspetti delicatissimi:

  • Indebolimento dell’ISPRA: La protezione degli animali selvatici deve basarsi su evidenze scientifiche e sul principio di precauzione, non sulle convenienze elettorali della politica. Ridurre il peso e l’autorevolezza degli organismi tecnici significa lasciare decisioni scientifiche in mano alle pressioni del mondo venatorio.
  • <>Calendari venatori più lunghi: Allungare la stagione venatoria rischia di sovrapporre gli abbattimenti alla delicata fase di migrazione dell’avifauna verso i luoghi di riproduzione, violando le tutele della normativa europea.
  • Meno aree protette: Il disegno di legge vorrebbe consentire di rivedere e ridurre le superfici sottratte alla caccia. È un rovesciamento inaccettabile: i limiti minimi di territorio protetto non sono tetti massimi da tagliare per fare spazio ai cacciatori.

L’Abruzzo non può essere un laboratorio di “deregulation”

Le conseguenze di questa norma sarebbero devastanti per l’Abruzzo. Oltre un terzo del nostro territorio è fortunatamente tutelato da parchi nazionali, riserve e siti della Rete Natura 2000. Ospitiamo specie dal valore inestimabile come l’orso bruno marsicano, il camoscio appenninico, il lupo e una straordinaria varietà di uccelli migratori.

Questo immenso patrimonio verde è il frutto di decenni di conservazione, ricerca e sacrifici delle comunità locali. Non può essere sacrificato per assecondare la propaganda della destra.

Inoltre, la montagna e i boschi abruzzesi sono beni comuni vissuti ogni giorno da famiglie, escursionisti, sportivi e turisti. La libertà di sparare non può e non deve valere più del diritto di tutti gli altri cittadini a frequentare la natura in assoluta tranquillità e sicurezza.

La nostra battaglia in Consiglio regionale: Marsilio si impegni a Roma

Non staremo a guardare mentre si tenta di smantellare la tutela dell’ambiente. Abbiamo già predisposto un’iniziativa immediata per chiedere al Presidente della Regione, Marco Marsilio, di assumere un impegno formale nella Conferenza Stato-Regioni.

Chiediamo che l’Abruzzo si opponga fermamente a:

  1. L’apertura della caccia sui terreni innevati;
  2. L’indebolimento della protezione dei valichi montani e delle rotte migratorie;
  3. L’estensione incontrollata dei richiami vivi.

Se la legge dovesse passare definitivamente alla Camera, pretenderemo che la Regione non utilizzi i nuovi margini di discrezionalità per ampliare i periodi o i territori di caccia. Marsilio non può continuare a promuovere l’Abruzzo all’esterno come la “Regione Verde d’Europa” e poi restare in silenzio mentre la sua stessa maggioranza a Roma demolisce le leggi che proteggono questo patrimonio.

Faremo tutto ciò che è in nostro potere in Consiglio regionale per evitare che in Abruzzo venga sparato anche un solo colpo in più. La fauna appartiene a tutti noi, e noi la difenderemo.