Festa dell’Uva, voto no alle “leggi bandiera”: i territori hanno bisogno di risorse e regole uguali per tutti
Il progetto di legge per il riconoscimento e la valorizzazione della Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo non è stato approvato all’unanimità in Quinta Commissione. Come risulta dalla relazione ufficiale, ho espresso un <b”>voto contrario.
Un voto che non ha nulla a che vedere con il valore storico e culturale di questa bellissima tradizione né con il lavoro straordinario di associazioni e volontari. Il problema riguarda il metodo con cui la Regione Abruzzo continua a legiferare: approvare interventi spot privi di copertura finanziaria reale.
Il bluff delle leggi a risorsa zero
Da troppo tempo si rincorre la prassi delle cosiddette “leggi bandiera”: norme approvate per garantire un titolo sul giornale o un po’ di visibilità elettorale, ma prive dei fondi necessari per tradursi in sostegno concreto.
Nel caso specifico della Festa dell’Uva, il paradosso emerge chiaramente nel testo:
- Si parla di valorizzazione, promozione culturale e conservazione della memoria;
- Si stabilisce contestualmente che non devono esserci nuove o maggiori spese per il bilancio regionale, rinviando tutto alle risorse già esistenti.
Non si può fare politica culturale attraverso una sommatoria di leggi dedicate alla singola festa o al singolo comitato, sulla base di quale sindaco o associazione trova lo sponsor politico di turno in Consiglio regionale.
La proposta M5S: fondo unico e criteri trasparenti
L’Abruzzo possiede un patrimonio immenso di rievocazioni e manifestazioni identitarie. Non possono esistere eventi di serie A con una legge dedicata e eventi di serie B rimasti senza copertura politica.
La strada per una gestione seria della cultura regionale esiste già:
- Valorizzare il Testo Unico della Cultura: Utilizzare lo strumento normativo regionale già esistente che disciplina la materia e tutela il patrimonio immateriale.
- Fondo Regionale Stabile: Creare una dotazione finanziaria certa, pluriennale e strutturata.
- Bandi e Criteri Pubblici: Permettere a chiunque organizzi eventi meritevoli sul territorio abruzzese di accedere alle risorse attraverso regole trasparenti, oggettive e uguali per tutti, senza dover cercare referenti politici.
Il paradosso del centrodestra sulle dinamiche territoriali
Mentre il Presidente Marsilio prova a stravolgere la legge elettorale parlando di “superamento dei campanili”, la sua maggioranza continua ad approvare provvedimenti mirati e circoscritti a singole realtà locali.
Le identità territoriali sono una ricchezza da tutelare, non un problema da cancellare. Il problema sorge quando per ottenere attenzione e fondi un territorio deve trovare la sponda politica nelle stanze del potere.
Servono risorse vere, programmazione e criteri omogenei. Una legge che elargisce un riconoscimento formale ma lascia la manifestazione senza gambe per camminare non serve agli abruzzesi.
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee