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Pescara, elisoccorso senza velivolo: al via il teatro dell’improvvisazione

Pescara, elisoccorso senza velivolo: al via il teatro dell’improvvisazione a spese dell’emergenza

Alla base di Pescara, l’elicottero del servizio regionale di elisoccorso non c’è.

Non si tratta di una sciagura inaspettata né di un’emergenza imprevedibile. La Regione Abruzzo conosceva benissimo la data di scadenza del servizio e sapeva da mesi che la gara per l’affidamento era andata deserta. Ciò nonostante, si è arrivati al termine del contratto senza il velivolo necessario per garantire un servizio sanitario salvavita.

Adesso, per coprire la falla, si sta facendo ricorso alla disponibilità e alla grande professionalità dei Vigili del Fuoco e dei Corpi dello Stato. A loro va l’infinito ringraziamento per il lavoro quotidiano, ma la politica non può continuare a trasformare la propria incapacità di programmazione nel sacrificio di altri comparti istituzionali.

Il “tamponamento” non è programmazione: i nodi operativi

Affidarsi all’emergenza permanente solleva interrogativi immediati sulla tutela della salute degli abruzzesi:

  • Quali accordi e convenzioni sono in vigore? Un mezzo dei Vigili del Fuoco non è un sostituto a chiamata per coprire i buchi della Regione. Ha compiti istituzionali specifici (incendi, soccorso tecnico urgente, calamità).
  • Cosa succede nelle emergenze contemporanee? Se l’elicottero dei Vigili del Fuoco viene chiamato per un incendio o un soccorso tecnico prioritario per il Corpo, quale copertura rimane in quel preciso momento per l’emergenza sanitaria sul territorio?
  • Come si garantisce l’operatività avanzata? L’elisoccorso non è un semplice trasporto. Significa portare personale altamente specializzato, anche tramite verricello, in zone montane o impervie delle nostre aree interne dove i tempi d’arrivo dell’ambulanza rischiano di risultare fatali.

Governare la sanità significa prevenire le criticità e costruire percorsi certi prima che scadino i contratti. Qui si è fatto l’esatto opposto: la scadenza era nota a tutti, ma ci si è ridotti al giorno stesso per cercare una soluzione tampone.

Il paradosso economico e la partnership pubblica ignorata

Per questo servizio la Regione stanzia oltre 9 milioni di euro l’anno. Quando la prima gara privata è andata deserta a causa dell’aumento dei costi o delle dinamiche di mercato, la Giunta aveva il dovere di valutare tempestivamente strade alternative.

Una convenzione strutturata e stabile con i Vigili del Fuoco meritava di essere studiata e programmata mesi fa, numeri alla mano:

  1. Valorizzazione del personale pubblico: Sfruttare piloti, tecnici e strutture di altissimo livello già appartenenti allo Stato.
  2. Efficienza delle risorse: Verificare se un accordo tra pubbliche amministrazioni potesse abbattere i costi e aumentare la qualità e la stabilità del servizio.
  3. Regole di ingaggio chiare: Definire a priori priorità, equipaggi e gestione dei doppi interventi.

Tutto questo doveva essere pianificato al momento del bando deserto, non trasformato oggi in una “toppa” emergenziale per nascondere il fallimento della programmazione regionale.

Pretendiamo trasparenza per la sicurezza degli abruzzesi

Nelle reti tempo-dipendenti ogni minuto conta. Navigare a vista confidando sulla generosità e sulla flessibilità dei Corpi dello Stato non è una strategia sanitaria accettabile.

Chiediamo alla Regione di chiarire immediatamente:

  • Con quali atti formali e quali protocolli sia oggi garantito il servizio a Pescara;
  • Quali siano le reali garanzie di copertura per le aree interne e montane;
  • Perché non si sia agito per tempo nonostante la scadenza fosse nota a tutti gli uffici.