Grotte di Stiffe: se il merito diventa un “favore”, la politica ha fallito.
Le notizie che leggiamo in queste ore sulle presunte irregolarità nei concorsi per le guide turistiche alle Grotte di Stiffe aprono uno squarcio inquietante sulla gestione della cosa pubblica nella nostra regione. L’ipotesi che le prove d’esame siano state anticipate da un assessore a una platea ristretta di candidati non è solo una vicenda giudiziaria: è un enorme scandalo politico.
Se queste circostanze fossero confermate, ci troveremmo davanti alla violazione più odiosa dell’articolo 97 della nostra Costituzione, che impone imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Ma prima ancora dei codici penali, qui c’è in gioco la tenuta morale delle nostre istituzioni.
Il clientelismo è il veleno della democrazia
Insieme alla collega Erika Alessandrini e alla senatrice Gabriella Di Girolamo, abbiamo voluto alzare la voce perché il messaggio che sta passando è devastante: l’idea che studiare, prepararsi e sacrificarsi non serva a nulla se non si ha l’aggancio giusto.
Quando il lavoro pubblico smette di essere un diritto basato sul merito e diventa un favore concesso dalla politica, il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni si spezza definitivamente. È proprio questa cultura dell’opacità che desertifica le nostre aree interne, costringendo i giovani migliori ad andarsene perché convinti che in Abruzzo vinca sempre il “sistema” e mai il talento.
Solidarietà a chi ha il coraggio di denunciare
C’è un aspetto di questa vicenda che mi preoccupa profondamente: il mancato rinnovo contrattuale per la lavoratrice che ha avuto il coraggio di segnalare i fatti.
In uno Stato di diritto, chi denuncia irregolarità — i cosiddetti whistleblower — deve essere protetto, non isolato o punito. La politica ha il dovere di stare dalla parte della legalità senza ambiguità. Non accetteremo mai la logica del “si è sempre fatto così”: è l’alibi di chi vuole mantenere il potere attraverso il controllo del bisogno delle persone.
La nostra proposta per una Regione trasparente
Il garantismo sui tempi della magistratura, in cui abbiamo piena fiducia, non può diventare un paravento per il silenzio politico. Per noi la trasparenza non è negoziabile. Chiediamo con forza:
- Commissioni realmente esterne e indipendenti.
- Procedure digitalizzate e sistemi di blind testing per annullare ogni discrezionalità.
- Protocolli di legalità stringenti con le Prefetture.
Continuerò a seguire questa vicenda passo dopo passo. Difendere il merito significa difendere la dignità dell’Abruzzo e il futuro di chi crede ancora che l’onestà sia l’unica strada percorribile.
Per approfondire:
Francesco Taglieri Sclocchi La forza delle idee